Tra sogni e paure festa di sport al Bernabeu

C’è chi ha viaggiato in auto per migliaia di chilometri, chi ha risparmiato per settimane per comprare il pacchetto aereo più biglietto, chi non dorme da giorni per la tensione. Tutto per soffrire ed esultare su un seggiolino del Santiago Bernabeu, per capire cosa significa essere i campioni d’Europa: tifosi di Inter e Bayern Monaco, che a migliaia hanno invaso Madrid per non mancare alla finale di Champions League.
Lo show di 61 ballerine di flamenco sul prato e le coreografie delle due curve sono il prologo. In tribuna fra gli altri ci sono il presidente della Uefa Michel Platini, quello del Senato Renato Schifani, Fiorello e Sinisa Mihajlovic, che oggi allena il Catania ma è uno dei potenziali successori di José Mourinho sulla panchina nerazzurra. Ma solo Massimo Moratti in tribuna freme come gli oltre 20mila interisti sugli spalti. Dopo un’attesa lunga 38 anni, tingono il loro settore di tricolore e mandano un messaggio alla squadra: «...e ora insieme coroniamo il sogno». Poi, quando ancora il sole non è tramontato, finalmente inizia la serata attesa per ore e ore sotto il sole, bevendo birra e mangiando tapas. È una serata indimenticabile per gli 80mila seduti al Bernabeu. In qualche modo anche per chi è arrivato a Madrid ma senza quel biglietto, già prezioso in prevendita e diventato bene extralusso sul mercato dei bagarini. Cinque ore prima del match i biglietti si vendono anche a 1.200 euro, molto più di quanto paga chi ha pazienza e compra solo mentre le squadre scendono in campo.
Gli agenti (oltre 2.700 blindano la città) dividono italiani e tedeschi solo fuori dallo stadio, e fanno gli affari migliori i bar, dove i bavaresi consumano ettolitri di birra. Ma per tutta la giornata le migliaia di sostenitori si sono mischiati con grande rispetto, colorando a tinte biancorossonerazzurre le vie e le piazze di Madrid.

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