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Solidarietà alla Brigata ebraica: la sinistra dice no

Gallera (Fi) : "È una occasione persa". Majorino (Pd): "Un testo parziale"

Solidarietà alla Brigata ebraica: la sinistra dice no
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In Consiglio regionale passa senza i voti della sinistra la mozione che chiedeva di esprimere solidarietà alla Brigata ebraica, alla Comunità ebraica e ai giovani di Forza Italia per i fatti del 25 aprile a Milano. Le opposizioni hanno criticato il testo firmato dai capigruppo del centrodestra, ritenuto "incompleto e in gran parte strumentale" per la mancanza di riferimenti espliciti al valore della Resistenza e del 25 aprile come festa della Liberazione dal nazifascismo. Il centrosinistra chiedeva anche di condannare quanto accaduto a Roma, con gli spari con una pistola ad aria compressa verso due militanti dell'Anpi, ma anche la rievocazione nostalgica che si svolge ogni anno a Dongo. Richieste solo parzialmente accolte dalla maggioranza in fase di dichiarazione di voto, con l'aggiunta dell'espressione "dal nazifascismo" in relazione alla Liberazione ma anche un riferimento a quanto successo a Roma. Integrazioni tardive per il centrosinistra, specie dopo una giornata di trattative andate a vuoto, con i consiglieri che non hanno quindi partecipato al voto: "Un trucchetto per farci rimanere col cerino in mano e farci passare da antisemiti". L'azzurro Giulio Gallera aveva chiesto all'Aula di trovare una soluzione condivisa per "non perdere questa occasione". "Se dobbiamo ribadire che è la festa della Liberazione dal fascismo lo scriviamo, per noi non è la festa di San Marco" le parole di Gallera, che aveva comunque respinto la richiesta di criticare le bandiere di uno Stato alleato come gli Usa. "Ma se il tema è ribadire il vostro monopolio culturale sul 25 aprile allora - aveva aggiunto Gallera - siete voi i primi che amplificate quel clima". Il capogruppo del Pd Pierfrancesco Majorino, pur ritenendo "inaccettabili gli episodi di antisemitismo nei confronti di alcuni esponenti della Brigata ebraica che ha tutto il diritto di partecipare al corteo", ha parlato di una mozione "volutamente parziale" in cui manca anche "la critica alle bandiere riconducibili al governo israeliano e a nemici della pace e della democrazia come Trump e Netanyahu". "La nostra mozione - ha osservato il capogruppo di FdI Christian Garavaglia - non analizza la storia del 25 aprile ma i fatti accaduti due settimane fa, con episodi di intolleranza, antisemitismo e violenza su cui non possiamo tacere".

Mentre il capogruppo della Lega Alessandro Corbetta ha ricordato che "Umberto Bossi ci ha provato negli anni '90 ed è stato contestato. Ci hanno provato i giovani di FI ma sono stati cacciati. La verità è che non veniamo accettati in quella piazza" dove "si dà un patentino di fascismo a tutte quelle forze politiche non allineate al pensiero unico".

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