Caro Feltri, sono sconcertato ma non sorpreso per l’assurdo divieto che le è stato imposto, in puro stile staliniano (manca solo il ricovero in un manicomio). Ma allora è vero che la libertà di stampa è in pericolo! La nostra libertà di stampa. Non prenda decisioni avventate di abbandono. Abbiamo tutti bisogno di persone come lei, di «amici» come lei, che sappiano dire le cose che altrimenti nessuno ci dirà mai. Salvatore Indelicato e-mail
Vittorio Feltri non deve far mancare alla gente normale il suo contributo. Parli, scriva, si faccia intervistare ogni giorno su ogni argomento. Questi eredi di Stalin se lo devono trovare dappertutto. Paolo Uggè e-mail
A nome del personale e del gruppo Fi-Pdl della Provincia di Ravenna esprimo la più grande solidarietà all’uomo più perseguitato dopo il presidente Berlusconi, una vera vergogna con questi giornalisti e politici di tutta la sinistra e ora anche con quel traditore di Fini, abbiamo toccato il fondo. Coraggio dottor Feltri e a tutto il Giornale , disponibili a sostenere eventuali iniziative in merito.
Vincenzo Galassini, capogruppo Fi-Pdl, Provincia di Ravenna
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Esprimo tutta la mia solidarietà, simpatia ed affetto, al dottor Feltri brillante e coraggioso direttore del Giornale . La sua non è una condanna per il caso Boffo, ma una condanna politica perché ha denunciato e denuncia quelle sporche manovre che nascondono interessi di casta, di potere, di poltrone e perché non è di sinistra. Caro Direttore continui a lottare con quella grinta e indipendenza che le è abituale e sappia che siamo in molti a sostenere che i faziosi non passeranno e che sono già additati al disprezzo di tanti, moltissimi italiani.
Giuseppe Cismondi
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Caro Direttore vorrebbero zittirla, perché è una voce originale, intuitiva, libera e onesta. Intorno a noi c’è solo il pensiero unico. Avanti con forza.
Renzo Fioravanti
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Per l’Ordine dei giornalisti: vorrei che altri lettori si svegliassero e facessero sentire presso lo stesso il loro disprezzo.
Massimo Beri
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La mia totale solidarietà e la stima ad un grande uomo oggetto di un provvedimento dell’ordine (con la «o» piccola) dei giornalisti, rozzo, volgare, temerario, inqualificabile, totalmente privo di logica sensata e costruttiva. Lei Direttore ha la schiena dritta, scrive e parla sempre con cognizione di causa e se qualche volta le succede (ovvio) di sbagliare, velocemente si corregge e chiede scusa. L’iniquo periodo passerà presto e sarà nuovamente con noi! Continui ad essere sempre se stesso! Questa parentesi la rende ancora più popolare e stimato.
Paolo Sivestrini
Urbino
Siamo arrivati davvero alla frutta! Il bavaglio che la stampa temeva da parte di Silvio Berlusconi è arrivato dall’Ordine dei giornalisti che vuol punire Vittorio Feltri per aver sempre raccontato quel che è sotto gli occhi di tutti e di chi non vuol vedere ed ama l’ipocrisia. Vittorio Carusi e-mail
La mia stima per lei è sempre stata a massima poiché la considero uno dei pochi giornalisti che si è dimostrato in grado di scrivere verità anche quando queste potevano infastidire il suo editore. Quanto sta accadendo al Giornale , a lei e ai suoi collaboratori in questi mesi non è solo preoccupante per il fatto in se stesso, ma perché delinea una strategia degna di una dittatura (tradimenti e colpi di mano da parte dell’opposizione). Tutto ciò rischia di negare ai cittadini il diritto di vedersi rappresentati da chi hanno votato (che cosa è se non una dittatura?). Io ritengo la libertà il bene più grande senza il quale nulla ha più valore. Forse per troppo tempo abbiamo pensato alla libertà come un fatto scontato. Potrebbe essere venuto il momento di dover fare sacrifici per conservarla.
Alessandro Sisti
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Sono disgustato e preoccupato per questa vicenda e per questo colpo di Stato che la sinistra sta preparando... Lei non potrà scrivere... ma parli e dica a tutti che pericolo corriamo.
Raul Grioni
Milano
Sono esterrefatta dal comportamento di questi disgustosi signori. L’Ordine dei giornalisti evidentemente come quasi tutto in Italia funziona solo per una direzione, la sinistra! Sono veramente preoccupata e rattristata, mi rendo conto che noi cittadini per bene siamo in mano a gente che fa di noi ciò che vuole e riceve anche applausi. Questo me lo lasci dire è molto inquietante! Se ora un tipo come Fini chiede le dimissioni del nostro presidente del Consiglio e pretende dopo tutto quello che ha combinato di avere anche ragione, allora gli italiani che lo appoggiano si sono veramente bevuti il cervello!
Daniela Puccini
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Mai come adesso ci sentiamo solidali col Direttore Vittorio Feltri, unica voce veramente libera di un’Italia che pare in balia di poteri che mostrano la loro illiberalità unita alla perfidia. Fanciullesco è stato lo sperare di riuscire a liberarci di tanta immondizia umana attraverso una rivoluzione pacifica. È arrivato il momento che il popolo pensi con la propria testa senza farsi suggestionare dai falsi profeti manipolatori d’informazione, che pretenda il rispetto del voto, che si prepari alla più grande marcia della storia della Repubblica. W l’Italia, W la libertà.
Vittorio Belluso
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La mia più sentita solidarietà per la faziosa, settaria e strumentale sospensione inflittale, nel bieco tentativo, da parte dell’Ordine di cercare di sopprimere ovvero di affievolire una valente voce di libertà. Perché non pensare quindi all’abolizione dell’Ordine? Caro Direttore continui così perché la sua attività e quella di tutta la redazione del Giornale è molto apprezzata.
Claudio Bassi
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Caro dottor Feltri non molli, non molli, non molli! Sappia che sono ancora milioni gli italiani senza l’anello al naso e la sveglia al collo.
Ilario Consolini
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La sensazione di vicinanza dei lettori che si ostinano a tenere i piedi per terra e la testa sul collo e a non prostituirsi per le «lenticchie » (denaro), spero le sarà di conforto e di compagnia fino al termine del «castigo»!
Anna Maffoni
Bienno (Brescia)
Faccio una scommessa, sicuro di perderla: riusciranno i furbacchioni quaquaraquà che si credono eroi, vergini e martiri dell’informazione «libera» che imperversano e monopolizzano le tante trasmissioni tv ad avere il coraggio di darle non la penna, rimasta senza inchiostro, ma almeno la parola?
Antonio Pochesci
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Siamo lettori del Giornale da lei diretto, e prima anche di Libero da lei diretto, e continuiamo a leggerli perché amiamo la vostra e le vostre opinioni di stampa libera. Non deve piegarsi al loro volere, ribellatevi. È una vergogna che l’Ordine dei giornalisti politicizzato di sinistra vi censuri, lei ha la nostra solidarietà.
Renato Innocenti Livi
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La grandezza di un giornalista non si misura per il numero degli applausi che riceve, ma per la sua «scomodità» in quanto capace di mantenere lucidità, chiarezza, coerenza e libertà di pensiero. Queste qualità sono appannaggio di pochi giornalisti non certo di quelli che l’hanno giudicata. Di questi penso tutto il male possibile, sperando che abbiano passato almeno una notte insonne per i rimorsi di coscienza. Di quelli che non l’hanno difesa credo che si siano comportati come Pilato che è stato condannato dalla storia ad una eternità di vergogna. Penso, infine, che si possa appuntare sul petto una bella medaglia «al valor giornalistico».
Giacomo Triglione
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L’Ordine dei giornalisti ha fatto un’autentica porcheria imbavagliando Feltri. È questa la libertà di stampa voluta dai quei giornalisti comunisti, cattocomunisti e neofascisti? Che si vergognino! Feltri non molli! Siamo tutti con lui.
Andrea Smerieri
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Egregio direttore non sapevo che farla star zitto costasse cosi tanto, chiaramente mi spiace perché le penne come lei dovrebbero scrivere sempre.
Salvatore Arini
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Caro Vittorio, non mollare, il bavaglio che ti hanno imposto è un segno di estrema debolezza dei tuoi nemici politici, tu con i tuoi editoriali riuscivi a mettere a nudo le menzogne di tutte le altre testate
schierate dalla parte «giusta ». Mi auguro che in questi tre mesi di silenzio parlerai con la penna dei tuoi collaboratori che capaci come sono ci faranno sentire meno la tua mancanza.Massimo Staccioli e-mail