Sono 36 i calciatori (ed ex) intercettati

Le intercettazioni tra i vari protagonisti della "premiata ditta calcio sporco": contatti non sempre limpidi. Accertamenti dopo le voci sul Siena: "Pagarono i giocatori del Sassuolo"

Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica

Calciatori noti e meno noti, in attività o «in pensione», tutti presi a chiacchierare con i protagonisti dell’inchiesta cremonese sul calcio sporco. La «cupola», spiega il pm Di Martino nelle nuove carte depositate, «rischia di aver già falsato alcuni dei risultati dei vari campionati: basti pensare che l’Atalanta e il Siena sono state recentemente promosse in serie A e si tratta di due delle squadre coinvolte negli eventi descritti», le cui posizioni «pongono dubbi» e «implicano verifiche». L’Atalanta è coinvolta per diverse partite e per il ruolo di Doni. Il Siena, secondo alcune intercettazioni «terze», avrebbe offerto soldi al Sassuolo per vincere: «Ha pagato i giocatori del Sassuolo» dice in un’intercettazione Massimo Erodiani, uno dei personaggi finito in carcere. Riscontri concreti, si apprende da fonti qualificate, al momento non ce ne sono ma gli accertamenti sono in corso anche in considerazione del «pesante» coinvolgimento di Quadrini (giocatore del Sassuolo) nell’intera vicenda.

Di certo l’organizzazione delle combine contava su appoggi «interni». Tanti i giocatori direttamente coinvolti dall’inchiesta, arrestati o indagati, come gli «ex» Signori, Bettarini, Bellavista e Bressan, ai quali si aggiungono Michele Cossato (lunghi trascorsi tra A e B), Alessandro Ettori (ex Modica, C/2), Daniele Deoma (ds del Bellaria, già difensore ad Ascoli), Nicola Santoni (ex portiere del Palermo). Agli arresti, o indagati, anche calciatori in attività. Come il kafkiano portiere Marco Paoloni, il capitano dell’Atalanta Cristiano Doni, Vittorio Micolucci, Alex Pederzoli e Vincenzo Sommese dell’Ascoli, Carlo Gervasoni del Piacenza, Daniele Quadrini del Sassuolo, il centrocampista del Sapri Ivan Tisci, che ha giocato quasi 20 anni tra A, B e C, l’attaccante del Chiasso Almir Senan Gegic, presunto capo degli «zingari», il portiere del Portogruaro, Claudio Furlan. Una rosa di diciotto, senza contare il portiere di calcio a 5 Tuccella e l’allenatore del Ravenna, Leo Acori. Ma non è finita qui. Dalle carte dell’inchiesta di Cremona saltano fuori altri nomi, certamente in contatto con la «cupoletta».

Sono calciatori ed ex calciatori intercettati mentre parlano con i vari soci della «premiata ditta calcio sporco». Le conversazioni potrebbero essere lecite e sono oggetto di analisi. Ma in qualche caso, gli inquirenti presumono che i contatti siano finalizzati alle combine. La lista, così, si allunga ancora. C’è Marco Bernacci, attaccante dell’Ascoli e poi del Torino, ritiratosi prematuramente l’anno scorso, che «fa delle scommesse sulle partite di calcio tramite Parlato solo tramite Sms», si legge negli atti dell’inchiesta. C’è Donato Terrevoli, ex Andria, ora titolare di un’agenzia di scommesse a Bari. A lui Parlato chiede «se è in contatto con gli ex compagni in modo da poter fare qualcosa per domenica nella partita con la Nocerina». E Terrevoli «risponde che si informerà e poi gli farà sapere». C’è il portiere della Ternana, Stefano Visi, che «ha contatti telefonici» con Parlato. Curioso il coinvolgimento di Edoardo Catinali, centrocampista del Piacenza, che il 6 marzo scorso «invia a Pirani un sms con il suo nome». Nelle intercettazioni anche Pasquale Schiattarella del Livorno, che per chiamare Marco Pirani usa un’utenza intestata a Claudio De Sousa, suo ex compagno di squadra al Torino. Passato granata anche per Giuseppe Scienza, allenatore dell’Esperia Viareggio, il che potrebbe spiegare le sue telefonate con Parlato, collaboratore della stessa squadra. Discorso simile per i contatti tra il portiere Paoloni e il capitano del Benevento, Clemente, che «gli cambia gli assegni», e con il suo vice in porta, Corradino. Mentre gli investigatori ritengono che le combine siano al centro dei contatti di Parlato con il difensore argentino della Fermana Ruben Dario Bolzan, e con l’attaccante dell’Atletico Roma Emanuele Chiaretti.

Per il pm «i due parlano della manipolazione di partite di calcio». Sospetti sui rapporti tra Parlato e il difensore di serie D Gaetano Iossa, e anche su una vecchia gloria di Ascoli e Torino, Pino Greco, ora ds del Teramo, che Pirani raccomanda a Erodiani: «Avrebbe piacere che Erodiani parlasse con lui per combinare delle partite». Meno dubbi sulle conversazioni tra Paoloni e Raffaele Biancolino del Cosenza, tra il portiere del Corridonia Franco Franzese e Bellavista, tra Parlato e il difensore del Chiavari Zaccanti e del ds ravennate, Buffone, col cosentino Fabio Roselli e con l’ex calciatore del Bari, ora procuratore, Alberto Bergossi.

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