Gerusalemme Fonti israeliane hanno ripetutamente sostenuto che gli incursori della marina militare calatisi con le corde sulla nave turca «Mavi Marmara» non si aspettavano di incontrare una resistenza violenta da parte dei pacifisti che erano a bordo. Il livello di violenza nei confronti dei militari sarebbe la giustificazione della loro sanguinosa reazione, che ha portato alluccisione di una decina di attivisti. Ieri il quotidiano Jerusalem Post ha pubblicato un filmato con relativo audio che documenta ciò che si dicevano via radio i soldati israeliani appena scesi sul ponte della nave turca e i loro commilitoni rimasti a bordo degli elicotteri. Il dialogo, che si svolge in toni concitati, è illuminante. Lo riportiamo.
«Ho bisogno di rinforzi qui con me», chiede un incursore appena sbarcato. Poi segue una serie di frasi brevi e secche del militare israeliano, allarmate e sorprese: descrivono ciò che sta incontrando. «Questo cerca di passarmi sotto», «Aspetta, ne ho uno proprio di fronte a me», «Ne stanno arrivando da tutte le parti».
La situazione degenera rapidamente, e uno degli incursori si rivolge ai commilitoni sullelicottero chiedendo soccorso: «Abbiamo bisogno di essere evacuati, subito». Immediatamente dopo aggiunge, rivolgendosi probabilmente ancora ai compagni che seguono le operazioni dallalto: «Ditegli che è già vicino!».
Segue uno scambio concitato tra il ponte della nave e lelicottero: «Armi vere!», «Come, hanno armi vere?», «Sì, sì, hanno armi vere. Ci stanno sparando addosso».
Dal cielo allora commentano: «Cè uno scontro a fuoco là sotto», e ancora in tono concitato: «Scontro a fuoco là sotto».
La sorpresa degli incursori: «Hanno armi vere e ci sparano»
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