Sotto inchiesta per aver negato il genocidio armeno

Marta Ottaviani

Cresce la tensione fra la Turchia e la Svizzera, che ha messo sotto processo il leader del Partito dei lavoratori turco Dogu Perinçek e lo storico Yusuf Halacoglu. L’accusa è di aver violato la legge elvetica antirazzismo.
Tutto è cominciato domenica 24 luglio, quando Perinçek ha partecipato alle celebrazioni dell’82° anniversario del Trattato di Losanna, che ha sancito la nascita della Turchia moderna. Il politico turco aveva definito il genocidio degli armeni una «menzogna imperialista». Concetto espresso anche due giorni prima durante una conferenza a Glatbrugg. Il genocidio degli Armeni, iniziato il 24 aprile 1915, quando la Turchia faceva ancora parte dell’Impero Ottomano, costò la vita a centinaia di migliaia di persone. Troppe perché le autorità elvetiche potessero tacere.
La procura di Winterthur, nella regione di Zurigo, ha avviato un’indagine nei confronti di Perinçek. Sotto inchiesta anche Yusuf Halacoglu, reo di aver minimizzato il massacro della popolazione armena durante una conferenza nel giugno 2004.
Un episodio che ha raffreddato i rapporti fra Ankara e Berna, già notevolmente tesi per lo stesso motivo. Martedì scorso il ministro degli Esteri turco Abdullah Gül ha fatto sapere di auspicare la sospensione del procedimento legale nei confronti di Perinçek e Halacoglu. Speranza andata ben presto delusa il giorno dopo, quando il Capo della Divisione politica Jean-Jacques Dardel ha dichiarato che le indagini continueranno finché i giudici lo riterranno necessario. Una doccia fredda per l’esecutivo di Ankara, resa ancora più gelida dal fatto che il Dipartimento federale degli Affari esteri svizzero si è detto «sorpreso» per la protesta del governo turco, aggiungendo però che a dare un giudizio sugli avvenimenti del 1915 dev’essere la ricerca scientifica. A questo proposito il Consiglio federale svizzero si è detto favorevole alla proposta turca di una commissione mista che si occupi della questione.
E ieri è arrivata la replica di Dogu Perinçek, che in un’intervista al settimanale SonntagsBlick ha definito il genocidio degli Armeni «una menzogna storica internazionale». Il politico turco ha anche definito la normativa elvetica antirazzismo «una legge dell’Inquisizione risalente al Medioevo».