Arriva “Il Principe cerca figlio”, sequel di una commedia iconica

Operazione nostalgia scanzonata e divertita, in cui viene adattato al presente il modello originale, “Il Principe cerca moglie”, film cui si ammicca continuamente senza raggiungerne i fasti comici

Arriva “Il Principe cerca figlio”, sequel di una commedia iconica

Sono passati ben 32 anni dall’uscita de “Il Principe cerca moglie”, film che consacrò a star il suo protagonista, Eddie Murphy, e che per primo diede lignaggio reale a un cast all-black. Difficile pensare di replicare il gradimento di quella che resta una delle commedie più amate di sempre ma, complice la moda attuale hollywoodiana di ripescare classici e riciclarli sfornando reboot, remake, spin off e sequel, non poteva che uscire adesso “Il principe cerca figlio”, in cui si racconta cosa sia successo a trent’anni di distanza dagli avvenimenti del primo film.

L’idea alla base è quella di riportare i fan della pellicola originale là dove tutto ebbe inizio e di riprendere il vecchio schema narrativo estendendolo a una nuova generazione di personaggi.

Il sequel inizia quindi ai giorni nostri nel lussureggiante paese di Zamunda, dove il principe Akeem (Eddie Murphy) è appena stato incoronato re e si trova in una posizione vulnerabile: vanta tre splendide figlie ma non un erede maschio. Il futuro del trono vacilla anche per le pressioni del generale Izzi (Wesley Snipes), leader della vicina nazione, Nextdoria, e pronto a rinverdire tensioni scoppiate ai tempi in cui Akeem lasciò all’altare proprio la sorella del generale. A rinsaldare la monarchia di Zamunda potrebbe però essere un giovane americano, Lavelle (Jermaine Fowler), frutto di una notte vissuta da Akeem assieme a una sconosciuta durante il suo primo viaggio nel Queens. Per rintracciarlo, il sovrano farà nuovamente rotta verso New York, assieme al fidato confidente Semmi (Arsenio Hall).

La classica storia del pesce fuor d'acqua si replica ma ha per protagonista stavolta un figlio illegittimo che vola in Africa a fare l’apprendista re. Anche a lui, come a suo tempo al padre, sarà chiesto di acconsentire ad un matrimonio combinato ma l’amore vero è pronto a scombinare le carte.

Se questa è davvero la commedia più attesa dell’anno, abbiamo l’ennesima conferma che siano tempi difficili. Intendiamoci, scalda il cuore rivedere facce familiari come il re Jaffe Joffer (James Earl Jones), la regina Lisa (Shari Headley) e così via, ma la reunion degli attori storici (tutti ancora in gran forma), poteva essere usata per qualcosa di più del continuo scimmiottare un glorioso passato. Il problema è che il passaggio, in cabina di regia, da John Landis a Craig Brewer non ha giovato granché, limitando l’ammodernamento all’innesto di contenuti femministi (il sessismo datato del primo film oggi darebbe scandalo) e di nuovi interpreti, sì giovani ma mai carismatici. I momenti migliori restano le sequenze ricalcate su quelle dell’originale, (film di cui appaiono, in flashback, diversi stralci) e quelli che vedono protagonista il trasformismo di Arsenio Hall e Murphy, che si cimentano in più ruoli.

Narrativamente tutto si gioca, come trent’anni fa, sul dilemma tra l’attenersi a convenzioni antiquate o farsi fautori del cambiamento, mentre i momenti musicali, energici e coreografati a regola d’arte, sono interruzioni fin troppo invadenti e simili a videoclip. Lo spettacolo visivo è frizzante e curato ma si percepisce come un riempitivo atto a nascondere la pochezza e prevedibilità di una sceneggiatura che punta su volti nuovi ma poco incisivi, a scapito di un Eddie Murphy ancora affascinante ma defilato.

Tra situazioni comiche e feste mirabolanti, “Il principe cerca figlio” regala senz’altro diverse risate genuine, ma l’eccellenza comica del predecessore resta lontana anni luce.

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