Il Premio Zanibelli 2020 all'anestesista che scoprì il paziente 1 di Codogno

Proclamati i vincitori del Premio Letterario Angelo Zanibelli 2020. Personaggio dell'anno la dottoressa del primo paziente Covid e Ricciardi menzione speciale

Il Premio Zanibelli 2020 all'anestesista che scoprì il paziente 1 di Codogno

Il coronavirus non ha fermato il Premio Letterario Angelo Zanibelli - La parola che cura, nato nel 2013 in ricordo del direttore della comunicazione e delle relazioni istituzionali di Sanofi Italia. E la cerimonia di premiazione si è svolta ugualmente, come previsto, martedì 10 novembre, ma in modalità virtuale.

La giuria presieduta da Gianni Letta ha assegnato nella sede dell’Ambasciata di Francia a Roma i premi alle opere edite, al personaggio dell’anno in ambito sanitario e la menzione speciale. Mentre i premi all’opera inedita, al progetto di comunicazione delle associazioni di pazienti “La parola che cura” e il premio speciale il valore della digitalizzazione, verranno assegnati in presenza durante la prossima primavera. La kermesse letteraria, nata per valorizzare la narrazione come strumento terapeutico e sociale, è diventata negli anni un riconoscimento sempre più seguito e ambito.

Ad aggiudicarsi il premio tra le 87 opere edite iscritte all'ottava edizione sono state: "Lunafasia. La magica notte di un OSS” di Luca Lodi (Editrice Dapero) per la categoria prevenzione e cronicità; “Una mamma lo sa” di Elena Santarelli (Piemme) per la categoria salute e innovazione; “Il cappello di Mendel” di Elena Cerutti (Golem Edizioni) per la categoria ricerca e sviluppo. La Giuria ha poi attribuito il Premio speciale personaggio dell’anno in ambito sanitario alla dottoressa Annalisa Malara, per aver scoperto il primo paziente positivo al Covid-19, mentre una menzione speciale è stata assegnata a Walter Ricciardi per l’opera “La battaglia per la salute” ma anche, come sottolineato dal presidente di giuria Gianni Letta, per l’impegno in qualità di consulente del ministero della Salute, nella gestione dell’emergenza pandemica.

Un momento di difficoltà condivisa in cui la parola ha, ancora una volta, dimostrato la sua forza terapeutica. “Il Premio, di cui da tempo presiedo orgogliosamente la giuria, quest’anno più che mai, può aiutare a dare voce proprio a coloro che, seppur afflitti dalla malattia, ricevono oggi minore attenzione. Perché - ha sottolineato il presidente della giuria Gianni Letta - l’emergenza pandemica ha spostato oggi tutta l’attenzione sanitaria e mediatica su di sé. Ogni anno, ma mai come in questo 2020 tanto particolare, mi convinco sempre più del grande valore morale di questo Premio che dimostra come le persone che riescono a vincere l’isolamento della malattia condividendo la propria esperienza possano non solo trarne forza ma donarla anche agli altri".