"Da Assisi ripartiamo con tanta solidarietà"

Carlo Conti presentatore della maratona benefica: "Quest'anno dobbiamo aiutare gli italiani"

L'attenzione ai più bisognosi, «alle tante famiglie che non riescono ad arrivare a fine settimana», una spiritualità da sempre francescana, l'invito a trascorrere le vacanze in Italia e la convinzione che presto la televisione tornerà alla normalità. Carlo Conti riparte da Assisi. Dopo la presentazione dei David di Donatello, ieri sera il conduttore toscano è stato protagonista del primo live su Rai1 Con il cuore, nel nome di Francesco, maratona di solidarietà promossa dal Sacro Convento di Assisi per raccogliere fondi a sostegno dei più poveri. «È una cosa entusiasmante, una cosa unica e speciale, perché ripartire con uno spettacolo di solidarietà dalla Basilica di San Francesco è sicuramente emozionante, un luogo che ti dà energia, forza e speranza, la parola chiave di questa nostra ripartenza».

È la 14esima conduzione dell'evento. Quest'anno avete sentito il bisogno di sostenere le famiglie post-covid?

«In questi anni abbiamo finanziato tantissime missioni nel mondo, negli ultimi anni con un'attenzione speciale alle mense francescane. Quest'anno ci siamo resi conto delle richieste quotidiane e continue di tante famiglie, che non solo non riescono ad arrivare a fine mese ma nemmeno a fine settimana e che bussano alle porte dei conventi e delle parrocchie francescane e ci hanno spinto a fare una raccolta fondi esclusivamente per questi bisognosi. I fondi, dopo opportune verifiche e controlli, arriveranno direttamente alla gente e in tempi rapidissimi».

Che legami ha con Assisi?

«Un legame fortissimo. Assisi è casa mia e poi ho una formazione religiosa legata ai cappuccini di Firenze, a San Francesco e Santa Chiara a Montughi. Il mondo francescano è a me particolarmente caro, mi riporta ai ricordi dell'infanzia e della giovinezza».

Cosa le ha insegnato il coronavirus?

«Mi ha fatto riflettere di come siamo appoggiati su questo mondo, e basta un soffio per cambiare le nostre abitudini. Ha rafforzato certe mie convinzioni - che avevo già - di priorità e dell'importanza di tante piccole cose, che poi fanno il nostro quotidiano».

Vacanze in Italia?

«Credo sia importante da un lato approfittare dell'assenza dei turisti per rimpossessarci dei nostri luoghi, dei nostri musei... e dall'altro per riscoprire la bellezza italiana, il made in Italy, i prodotti italiani che sono delle eccellenze. Io mi godrò la mia Toscana».

Ha avuto paura del Covid?

No, devo essere sincero. Paura no, perché abbiamo rispettato le regole, perché sono un privilegiato, vivo in un posto tranquillo, all'aperto, e sono stato con gli affetti più importanti, il figlio e la moglie. Paura no, preoccupazione si. Perché arrivavano immagini angoscianti: il Papa da solo in una piazza San Pietro, i camion dell'Esercito con le bare, il presidente della Repubblica di fronte all'altare della patria il 25 aprile da solo.

Ora però la parola chiave è speranza...

«Sì, certo. Ho la convinzione che l'uomo, i medici, gli scienziati, riusciranno a trovare il modo per sconfiggere questo virus».

Come cambierà la televisione dopo il Covid?

«Per ora l'ho vista tanto in replica. Anche io ho rivisto delle mie cose, ero anche ringiovanito. Penso che torneremo piano piano alla normalità. L'importante è tornare a fare delle produzioni».

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