Autonomia e ricerca di un nuovo pubblico

Non tutti i musei sono uguali. E tutti sorgono in luoghi e contesti differenti. Un conto sono le grandi città, un altro i piccoli centri e le provincie. Logico che si vada almeno parzialmente verso scelte autonome che sappiano valutare opportunità, economie, flussi turistici. Rispetto alla gratuità ogni prima domenica del mese stabilita dall'ex ministro Dario Franceschini, il neo titolare della Cultura Alberto Bonisoli cambia strada verso una maggiore elasticità, il che potrebbe consentire un numero maggiore di giornate gratis: 20 l'anno invece che 12, ma ciascun museo potrà scegliere quali, ferme restando quelle decise a livello nazionale, come nella settimana che si chiude il 10 marzo. Più sconti anche per gli under 25, che pagheranno solo 2 euro come in altri Paesi europei. Già lo scorso agosto Bonisoli accennò che le domeniche gratis non fossero una grande idea, poiché è dimostrato che nei week end mostre e collezioni incassano di più. Un'abitudine che andava cambiata, per incoraggiare cittadini e turisti a vivere i luoghi d'arte anche nei giorni feriali. Per un ministro talora chiacchierato a causa di uscite discutibili - tipo abolire l'insegnamento di storia dell'arte - questo sembra invece un percorso da seguire con attenzione e da condividere. Innanzitutto evita il fastidioso centralismo spesso arduo da applicare. Facilita l'autonomia di ciascun ente, a partire dalle strategie pubblicitarie e comunicative, può mettere in rete diversi soggetti attivi sul medesimo territorio favorendo sinergie e politiche comuni. Che i giovani paghino meno è importante, per intercettare nuovo pubblico di cui i musei necessitano. Poi c'è chi troverà il modo di polemizzare, ma questo non è il caso. A differenza di altri componenti la compagine governativa, Bonisoli ha delle idee. Ora andranno applicate per capire cosa funziona e cosa no.

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