Cultura e Spettacoli

"A casa tutti bene" approda in televisione

C'è tutta l'esuberanza registica e narrativa di Gabriele Muccino in A casa tutti bene - La serie che debutterà lunedì prossimo su Sky Serie e on demand su Sky e in streaming su Now

"A casa tutti bene" approda in televisione

C'è tutta l'esuberanza registica e narrativa di Gabriele Muccino in A casa tutti bene - La serie che debutterà lunedì prossimo su Sky Serie e on demand su Sky e in streaming su Now. Otto episodi da circa 51 minuti l'uno per riscrivere, ampliandola, l'idea del suo omonimo film di successo del 2018 arrivato a incassare 9,2 milioni di euro, una cifra oggi quasi inimmaginabile al cinema per un film, non solo italiano. E come in quel film, in cui una famiglia allargata, riunitasi per dei festeggiamenti, rimaneva bloccata su un'isola a causa del mare grosso e ne succedevano di tutti i colori, anche qui tutto ruota attorno alla famiglia Ristuccia, da 40 anni proprietaria del ristorante San Pietro, uno dei più rinomati locali della Capitale.

Al centro della storia Alba e Pietro Ristuccia, proprietari del ristorante, interpretati da Laura Morante e Francesco Acquaroli, che sono i genitori di Carlo, Sara e Paolo interpretati da Francesco Scianna, Silvia D'Amico e Simone Liberati. Alla morte del capofamiglia Pietro, i figli apprendono che ha lasciato il 49 per cento del ristorante alla sorella Maria (Paola Sotgiu), la quale fa gestire la sua quota a suo figlio Riccardo (Alessio Moneta), pecora nera della famiglia, mentre il fratello (Valerio Aprea) è fuori gioco perché malato di Alzheimer. Mettendo così in crisi i piani dei figli e creando una situazione esplosiva tra i due rami della famiglia: l'altro è quello dei Mariani che sono disposti a tutto, anche a far riemergere un terribile segreto del passato dei Ristuccia, pur di avere un posto all'interno dell'attività.

Questo il plot, diciamo così principale, poi naturalmente ci sono tutte le sottotrame con tradimenti, delusioni lavorative, sogni spezzati che creano una tensione interna in cui lo spettatore è portato sempre a chiedersi come andrà a finire.

E forse non finirà mai, perché Antonella d'Errico, vicepresidente Programming Sky Italia, ha rivelato ieri, alla presentazione della serie prodotta da Sky e Lotus Production, che «per la prima volta abbiamo iniziato subito a scrivere la seconda stagione». Ci sarà sempre alla regia Gabriele Muccino? Risponde lo stesso regista: «Appena ho visto finito l'ultimo episodio per un momento ho pensato a un regista che potesse sostituirmi, ma voglio invece continuare il viaggio con Barbara Petronio, la sceneggiatrice che mi ha dato le regole per strutturare un linguaggio seriale che io non avevo». Peraltro è per Sky la prima serie family drama ed è anche la prima serie in assoluto di Gabriele Muccino: «Ho pensato ambiziosamente di portare il cinema in tv. Volevo che la serie, nata da un mio film, avesse la stessa qualità e tensione linguistica e narrativa. Non ho ammorbidito le frizioni familiari, i conflitti, i dolori, i buchi affettivi, la sgradevolezza anche dell'essere e dello stare al mondo».

Visti sul grande schermo, i primi due episodi della serie sono un vortice di storie che si ramificano, di grandi prove attoriali (oltre che degli interpreti citati, anche di Emma Marrone e Milena Mancini) e di riprese muscolari che fanno girare letteralmente la testa, come quando la macchina da presa di Muccino si mette a ruotare in senso antiorario intorno a una coppia che si abbraccia. Ma è cinema vitale e vitalistico di cui si sente la mancanza in tv, in un gioco di specchi in cui «viaggiamo insieme a questi personaggi e sprofondiamo con loro, nelle cose irrisolte della nostra vita che sono le loro», conclude Gabriele Muccino il quale, per la sigla, si avvale per la terza volta della collaborazione di Lorenzo Jovanotti Cherubini.

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