Caso Fedez in Rai, Di Mare: "Calcolo dell'artista per ottenere più like, visualizzazioni e consensi"

Franco Di Mare è stato ascoltato in Commissione di Vigilanza Rai in merito al caso Fedez e ha esposto la sua ricostruzione su quanto accaduto al Concertone

Caso Fedez in Rai, Di Mare: "Calcolo dell'artista per ottenere più like, visualizzazioni e consensi"

Come previsto, Franco Di Mare quest'oggi è stato ascoltato dalla Commissione di Vigilanza Rai in merito alla querelle con il cantante Fedez per quanto accaduto nelle ore precedenti la sua salita sul palco. Al centro di tutto la telefonata intercorsa tra Fedez da una parte e un autore, l'organizzatore e il vicepresidente Rai dall'altra parte, con la partecipazione iniziale dell'attore Lillo, conduttore dell'evento per la Rai. L'accusa per la Rai è stata di censura nei confronti di Fedez, che si sarebbe sentito limitato nella sua libertà di espressione in quanto artista.

"Nessuna censura dalla Rai"

"Nessuna censura, solo manipolazione dei fatti che ha ottenuto l'effetto desiderato: quello di gettare discredito sul servizio pubblico", ha detto Franco Di Mare in Commissione, come riporta la Repubblica, spegando dal suo punto di vista cosa è accaduto in quelle ore concitate del 30 aprile. Franco Di Mare è sicuro del buon lavoro svolto dai suoi collaboratori e considera strumentale la polemica montata da Fedez contro la Rai: "Si tratta di una polemica basata sulla manipolazione dei fatti, che avrebbe dovuto dimostrare nelle intenzioni dell'autore l'esistenza di una censura che non c'è mai stata. La Rai non ha chiesto il testo di Fedez, quello che lui dice è falso. La Rai era all'oscuro, lo ha fatto iCompany". La compagnia citata da Franco Di Mare è quella responsabile dell'organizzazione dell'evento, venduto poi alla Rai.

Il direttore di Rai3 è ben consapevole dei danni d'immagine causati all'azienda da questa vicenda: "La Rai è stata crocifissa e condannata prima ancora che Fedez salisse sul palco. Possiamo rimediare? Mi auguro di sì, ma il danno è gigantesco. La Rai e Ilaria Capitani si aspettano delle scuse che non arriveranno mai, io temo". Franco Di Mare, quindi, è entrato nello specifico, spiegando che essendo un prodotto esterno del quale la Rai acquista solo il diritto di ripresa, "le scelte editoriali di chi produce l'evento non competono alla nostra azienda". Pertanto, il direttore ha ribadito: "La Rai non ha chiesto niente. Dunque la prima affermazione di Fedez, che afferma che la Rai avrebbe chiesto il testo, non è vera. Il testo è stato chiesto dall'agenzia che organizza l'evento". Posta questa premessa, Di Mare evidenzia che ogni valutazione sul contenuto "è demandata alla produzione perché è scritto nel contratto". Si tratta di una prassi che "si configura nella responsabilità di chi organizza l'evento: è un atto doveroso".

"Fedez ha fatto un calcolo"

Nel merito della telefonata, Franco Di Mare non crede alla buona fede del cantante ma non vuole esprimersi in merito a un eventuale complotto: "Non sono complottista. Forse c'è stato un calcolo dell'artista per ottenere più like, visualizzazioni e consensi". In audizione, Franco Di Mare ha chiarito anche la frase di Ilaria Capitani, che si può ascoltare nella telefonata integrale, nella quale la vicedirettrice parla di contesto inopportuno: "L'artista afferma 'che il servizio pubblico ha il potere di censurare chi volete'. Un'affermazione inaccettabile: la dottoressa Capitani ha dunque chiarito la posizione dell'azienda che viene chiamata in causa in maniera diffamante".