Una donna rinchiusa in manicomio e un killer di bambini. Cosa c'è dietro a Changeling

Changeling è uno degli ultimi film che Clint Eastwood ha realizzato da regista. E racconta l'agghiacciante storia vera di una madre alla disperata ricerca del figlio e, per questo, rinchiusa in manicomio

Con Changeling - in onda questa sera alle 21.10 su Iris - Clint Eastwood si sposta dietro la macchina da presa per dirigere Angelina Jolie in un film tratto da una incredibile e straziante storia vera. Come riporta il sito IMDB, uno degli aneddoti più particolari legati alla lavorazione del film è che Clint Eastwood acconsentì a far partire le riprese di Changeling il pomeriggio stesso in cui lesse per la prima volta la sceneggiatura.

Changeling, la trama

Christine Collins (Angelina Jolie) vede la sua vita andare in pezzi quando suo figlio scompare misteriosamente. Dopo aver perlustrato la città e aver allertato le forze dell'ordine e dopo settimane di disperazione, la polizia riporta a Christine Collins suo figlio. C'è solo un piccolo problema: il bambino riportato alla donna non è il figlio di Christine. E quando la donna comincia a lamentarsi di questo fatto, le autorità le si rivoltano contro. Prima dicendole che è solo lo stress che le impedisce di riconoscere suo figlio e poi portandola addirittura in manicomio. Ma Christine non ha nessuna intenzione di arrendersi.

La spiegazione del titolo

Changeling deve il suo titolo ad una tradizione profondamente europea, secondo cui fate, elfi e persino demoni possono occasionalmente rapire un bambino da una culla e lasciare al suo posto un "finto bambino", quello che appunto viene chiamato changeling. Come ricorda il sito Nel Cuore della Scozia, la leggenda del changeling era utile per spiegare molti fatti che oggi hanno una spiegazione scientifica, come le morti infantili e varie forme di autismo.

È chiaro che nel film di Clint Eastwood il termine changeling serve soprattutto a sottolineare il momento terribile, nella vita di Christine, in cui la speranza di aver riavuto indietro suo figlio andò in frantumi nell'attimo in cui la polizia le riportò il bambino sbagliato.

La vera storia di Christine Collins, la protagonista di Changeling

È il 10 marzo 1928 quando Walter Collins scompare di punto in bianco, dopo essere uscito per andare al cinema, facendo cadere sua madre Christine Collins nel panico. Per cinque mesi la donna fa di tutto per ritrovare suo figlio: per cinque mesi tallona la polizia, li esorta a fare del loro meglio e prega affinché Walter possa tornare a casa. E quando, finalmente, le arriva la notizia che Walter è stato ritrovato in Illinois, Christine è fuori di sé dalla gioia.

Ma nel momento in cui incontra il bambino alla stazione, Christine afferma che Walter non è Walter, come raccontato da Le fotografie che hanno fatto la storia. A questo punto la polizia non sa che fare: accusata già troppo spesso di incompetenza, decide di far rinchiudere Christine Collins in manicomio, a causa della brutta pubblicità che la donna sta facendo fare alle forze dell'ordine.

La svolta arriva quando il bambino che si è fatto passare per Walter confessa di essersi finto il figlio della Collins solo per avere un passaggio a Los Angeles e avere l'occasione di vedere da vicino il mondo del cinema e il suo attore preferito, Tom Mix. La confessione porta all'immediato rilascio di Christine Collins dal nosocomio. Appena tornata libera la donna fa immediatamente causa alla polizia per il modo in cui è stata trattata, riuscendo infine ad avere la meglio, sebbene non abbia mai visto un solo dollaro del risarcimento che le spettava.

Walter Collins e il caso di Gordon Northcott

Archiviato lo scambio di bambini, Christine Collins può ricominciare a cercare suo figlio. Le indagini, però, la porteranno sulla strada di Gordon Northcott. L'uomo divenne tristemente noto per essere un serial killer di bambini.

Secondo quanto riportato anche da The Hot Corn, a far scoprire le stragi perpetrate da Northcott fu l'incontro tra un poliziotto e un tredicenne di nome Sanford. Quest'ultimo confessò che, in un ranch poco distante e dall'aria quasi abbandonata, aveva ucciso insieme a suo zio Gordon circa venti bambini. Tra essi figurava anche il povero Walter Collins.

Come se non bastasse Sanford confessò di aver subito ripetuti abusi da parte di Gordon Northcott e di aver assistito alle sevizie e all'omicidio di molti dei bambini che Gordon rapiva e portava al ranch. Tuttavia, secondo quanto riporta il sito, fu la madre di Gordon a confessare l'omicidio di Walter e a essere condannata all'ergastolo. Gordon Northcott, invece, fu impiccato per gli altri omicidi che avevano avuto luogo nella tenuta di famiglia. Christine Collins, tuttavia, non si arrese mai alla morte del figlio e continuò a cercarlo instancabilmente fino alla sua morte, avvenuta nel 1964.

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