Il cinema muto torna protagonista con Ellen Richter e il mito Max Linder

In programma anche "Casanova" e tre rari cortometraggi giapponesi

Il cinema muto torna protagonista con Ellen Richter e il mito Max Linder

Traguardo importante per le Giornate del Cinema Muto, lo storico e autorevole festival, che si svolge fino a domenica a Pordenone, giunto alla sua 40esima edizione. Un programma che quest'anno si può finalmente seguire in presenza - uno degli elementi caratterizzanti sono gli accompagnamenti musicali dal vivo - ma che mantiene una finestra online grazie alla piattaforma di MyMovies che oggi vede come protagonista l'attrice e produttrice Ellen Richter, star del cinema di Weimar a cui il festival dedica la sezione principale, con la commedia Moral (1928), accompagnamento musicale di Donald Sosin, in cui la star di una compagnia di rivista si diverte a smascherare l'ipocrisia del perbenismo provinciale.

A chiudere il programma in streaming, domani, per la prima volta insieme tre cortometraggi giapponesi della Vitagraph del 1910 quando molti vedevano nella crescita della potenza imperiale giapponese un potenziale pericolo per gli Stati Uniti.

Ma la giornata di oggi è tutta dedicata a Max Linder, il nume tutelare delle Giornate del Cinema Muto fin dalla loro nascita, ossia dal 1982 quando Cinemazero di Pordenone e la Cineteca del Friuli organizzarono una piccola rassegna di film del grande comico francese alla presenza di pochi storici e critici reduci dalla Mostra del cinema di Venezia. Max Linder, comico di successo internazionale (lo stesso Chaplin dichiarò di esserne stato molto influenzato) con la maschera dell'elegante Max, baffetti neri, cilindro e guanti bianchi, che si muove nella Parigi della Belle Epoque, ha lavorato in più di 500 film, quasi tutti andati perduti.

La stessa fine sarebbe toccata anche a Max Der Zirkuskönig (Il domatore dell'amore), accompagnamento musicale dal vivo di Neil Brand (piano) e Frank Bockius (percussioni), se non ci fosse stata una complessa operazione di recupero e ricostruzione con copie provenienti da numerose cineteche. Il divo francese fu ingaggiato da una società austriaca che sognava di sfondare sul mercato internazionale. In effetti il film andò bene in molti Paesi mentre la salute di Max Linder peggiorò, minata già sul set da quel male oscuro che pochi mesi dopo lo condurrà all'omicidio della giovane moglie e al suo suicidio.

Il festival si concluderà domenica pomeriggio con la replica del film evento di chiusura di domani sera, Casanova di Alexandre Volkoff con la partitura di Günter A. Buchwald da lui diretta ed eseguita dal vivo dall'Orchestra San Marco di Pordenone mentre stasera verrà consegnato il premio internazionale Jean Mitry per il recupero e la valorizzazione del patrimonio cinematografico alla ricercatrice e archivista giapponese Kae Ishihara e ai fondatori del Cinema Museum di Londra Ronald Grant e Martin Humphries.

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