"Cobra" striscia nel potere messo a nudo dall'emergenza

Robert Carlyle interpreta il Primo Ministro britannico: "Dopo questo ruolo guardo i politici con occhi diversi"

"Cobra" striscia nel potere messo a nudo dall'emergenza

Venticinque anni fa ha iniziato la carriera nel ruolo del tossicodipendente Begbie in Trainspotting e ha raggiunto l'apice del successo indossando i panni di un disoccupato pieno d'iniziativa in Full Monty - Squattrinati organizzati, un anno dopo. Robert Carlyle, classe 1961, interpreta ora un Primo Ministro inglese alle prese con una crisi senza precedenti, in Cobra - Unità anticrisi, la nuova serie Sky Original in arrivo oggi in prima serata su Sky e NOW.

È da poco in carica Robert Sutherland, eletto nelle file dei conservatori, quando un'esplosione solare causa il disastro, facendo saltare la rete elettrica e i sistemi di navigazione degli aerei, e lasciando gran parte della Gran Bretagna senza luce. «Sembra fantascienza - dice Carlyle - ma può accadere. Ricordo che mentre giravamo lessi un articolo che paventava un problema del genere e ricordo di averlo mandato ai produttori con un commento: mio Dio!».

Per cercare di governare il caos sociale e politico che deriva da tale disastro naturale viene istituita la commissione Cobra, una squadra costituita da massimi esperti e importanti personalità della politica. Ma - la pandemia insegna - difficilmente la crisi unisce le opposte fazioni e le personalità politiche rivali. Il Primo Ministro deve dunque guardarsi dai colpi bassi del Segretario di Stato per gli affari interni Archie Glover-Morgan, interpretato da David Haig, che non vede l'ora di sbarazzarsi del rivale. Ha però al suo fianco il leale Capo di Gabinetto, Anna Marshall (Victoria Hamilton) e lo scienziato Fraser Walker (Richard Dormer). I tre dovranno prendere decisioni difficili e allo stesso tempo gestire le loro vite private, messe sotto pressione dagli eventi. «È stato proprio questo aspetto della serie - spiega Carlyle - che mi ha intrigato. Il fatto di poter scandagliare anche la vita privata del mio personaggio. Cosa succede all'uomo che c'è dietro la figura pubblica, il marito e padre che è un capo di governo. Ho cercato di mostrarne l'essere umano. Mentre giravamo era in corso il dramma della Brexit e il mio punto di riferimento per interpretare Sutherland era Theresa May che ho visto invecchiare di colpo cercando di venire a capo di cosa stava accadendo nel Paese. La sua voce era andata, il viso segnato da rughe profonde, in quell'occasione mi sono in qualche modo immedesimato nella persona dietro il politico».

I protagonisti si troveranno infatti non solo a portare il peso delle aspettative pubbliche e dei bisogni delle proprie famiglie, ma anche a dover tenere conto degli avversari politici che coglieranno qualsiasi segno di debolezza come un'opportunità per colpire. Insomma, niente di molto diverso da ciò che è accaduto in molti palazzi del potere nel mondo, dopo la Brexit nel Regno Unito e ovunque con la pandemia. «Dopo aver girato questa serie - continua l'attore - ho più empatia per chi ha in mano il potere. Ora li vedo con occhi diversi. Il mio personaggio ad esempio ha un rapporto simbiotico con il suo Capo di Gabinetto. Vediamo chi detiene il potere come persone forti e sicure di sé, magari un po' ciniche, invece spesso non lo sono affatto e questa serie lo spiega bene».

Durante il susseguirsi delle puntate diventa infatti chiaro quanto Sutherland dipenda dal suo staff e in particolare dal Capo di Gabinetto. «Anna è la mano destra del Primo Ministro e la sua coscienza. Da fuori pensi che un Capo di Gabinetto sia qualcuno che dà buoni consigli ma che non ha alcun potere sulle decisioni prese. Non è così. Solo ora ho capito quanto potenti siano le persone che fanno parte dello staff del Primo Ministro».

Robert Carlyle è scozzese e dalla natia Glasgow è stato testimone della crisi che ha visto la Scozia alzare la voce per richiedere un altro referendum, così da poter rimanere in Europa, dopo la Brexit. «Sono riluttante a parlarne perché qualsiasi cosa si dica lo scontro è certo. La politica è diventata divisiva come non era mai stata, in Gran Bretagna come nel resto del mondo. Anche persone che si vogliono bene, appartenenti alla stessa famiglia, litigano furiosamente per le diverse idee politiche che sostengono e chi ha il potere oggi deve avere a che fare con un ambiente sempre ostile. Tendiamo a vilipendere chi fa politica e molto spesso meritano una certa cattiva reputazione. Ma non dobbiamo dimenticarci che sono esseri umani con le loro insicurezze e con enormi responsabilità».

Dei suoi personaggi Carlyle si innamora. Di quelli che lo hanno portato al successo e fatto conoscere nel mondo, ancora di più: «Ancora oggi amo Begbie di Trainspotting. Lo considero un vecchio amico».