il commento 2 Minoli e la cultura in pensione

di Laura Rio
G iovanni Minoli e la sua Storia siamo noi o, perlomeno, la storia e l'attualità come lui ce l'ha raccontata per anni, vanno in pensione. Gigi Marzullo e il suo modo di farci conoscere personaggi della cultura e dello spettacolo, spariscono dietro le telecamere se lui sceglierà il ruolo di vice direttore. Che piacciano o meno, entrambi sono stati longevi e importanti pezzi della televisione di Stato e hanno, in modo diverso, contribuito alla formazione culturale del pubblico. Entrambi sono caduti sotto le regole imposte dal direttore Gubitosi: niente contratti di consulenza a chi va in pensione e fine dei doppi ruoli di conduzione e responsabilità dirigenziali. Così Minoli a fine giugno sarà fuori dalla Rai: a lui, come ultimo incarico, era stata affidata la responsabilità per le celebrazioni dei 150 anni dell'Unità d'Italia, struttura che ha terminato il mandato. Gubitosi precisa che, l'uscita di Minoli, non significa né la chiusura de La storia siamo noi né una minore attenzione alla cultura in generale e il direttore del canale storia Silvia Calandrelli invita Minoli a collaborare per nuovi progetti. Cosa che lui, conoscendolo, non accetterà. La sostanza è che La storia siamo noi non andrà più in onda su Raiuno e su Raidue ma - eventualmente - solo sul canale tematico, che già produce molti appuntamenti, come si addice alla nuova era digitale. In conclusione: la Tv di Stato sta cambiando pelle, i volti storici spariscono e la cultura avrà spazio sui canali generalisti solo in caso di grandi eventi e celebrazioni. Tutto giusto?

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