il commento 2 La Rai sui libri si sveglia solo a notte fonda

M artedì notte, ore 1 e 30 circa, Raitre. Solo per i sonnambuli, c'è una trasmissione di Rai Educational sull'Ulisse di James Joyce. Apre Carmelo Bene: «Questo romanzo cambia la vita di chi lo legge». Segue Gabriele Frasca, professore ma soprattutto poeta e musicista nel progetto di culto ResiDante. Frasca illumina le circostanze in cui fu scritto il romanzo, iniziato nel 1914 e pubblicato nel 1922; ne racconta i personaggi; illustra il tentativo di rendere epica la vita quotidiana proprio nel momento in cui essa viene travolta dalla guerra. Spettatori, per niente passivi, gli studenti del liceo G.B. Vico di Napoli. Interviene Enrico Terrinoni, traduttore dell'opera per Newton Compton, il quale tiene la vera lezione di letteratura comparata, mostrando l'ambiguità del testo inglese. Terrinoni spiega la consistenza linguistica del flusso di coscienza mentre Frasca si sofferma sulla sua consistenza ideologica: «Joyce voleva guidare una sorta di fuoriuscita dal mondo letterario del romanzo tradizionale, ove vedeva il pericolo che il lettore finisse col pensare con la testa altrui». Quella dell'autore. Veniamo a sapere, tra le altre cose, che Joyce era un mediocre studente dalla memoria prodigiosa. Non amava la lettura ma l'Ulisse è colmo di citazioni: sono ricordi di piccole e grandi opere orecchiate in gioventù (ma anche canzonette e proverbi). Il montaggio prevede il passaggio di scene di film direttamente o indirettamente ispirate al libro, che alleggeriscono la visione. Frasca tira le somme. L'Ulisse è un romanzo difficile? Certamente, perché richiede la collaborazione del lettore. Ma leggetelo ad alta voce: molti passi oscuri diventeranno chiari. Il cerchio si chiude con Carmelo Bene che invera la tesi di Frasca, offrendo una lettura di Joyce da far tremare i polsi. In sintesi: mezz'ora di bellezza televisiva sui libri. Roba mai vista, e che molti rischiano di non vedere. Certo, programmi come questo vanno anche sul canale 146 del digitale terrestre. Ma quanti abbonati ne sono al corrente? Resta un dubbio. La Rai è capace di simili gioielli, da vero servizio pubblico. Eppure spesso, quando si tratta di libri, si accontenta di molto meno. Peccato.

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