Coronavirus, condomini chiamano i carabinieri per un presunto rapinatore: era il tecnico chiamato da Galeazzi

Disavventura per un tecnico telefonico che, intervenuto per riparare un guasto a casa di Galeazzi, è stato scambiato per un rapinatore e fermato dalle forze dell'ordine

Da qualche settimana gli italiani sono tenuti a indossare la mascherina e i guanti quando escono per comprovate necessità. La maggior parte della popolazione è a casa e molti lavorano in smartworking. Indispensabile, quindi, le che linee per la trasmissione dei dati e quelle telefoniche siano sempre perfettamente funzionanti. Telefono e internet, però, sono anche uno strumento di contatto con il mondo in questi giorni di isolamento, che ci permettono di sentirci un po' meno soli. Per garantirne la perfetta funzionalità è necessario che gli operatori del settore continuino a fare il loro lavoro, ovviamente con le dovute precauzioni. Tra i tanti che in questi giorni sono a casa a causa del coronavirus c'è anche Giampiero Galeazzi, che sta continuando a lavorare da casa.

Da giorni, però, il telefono e la connesione internet di Giampiero Galeazzi non erano in ottimo stato di funzionamento. In questo momento storico, le società telefoniche cercano di effettuare il lavoro da remoto per evitare di inviare a casa dei clienti i loro operai ma, in situazioni come quella del cronista, non era possibile la risoluzione a distanza. Ecco, quindi, che l'operatore ha deciso di inviare un operaio a casa di Galeazzi per ripristinare la connessione. Di lì a poco, un tecnico ha citofonato al telecronista, che vive in un elegante palazzo in zona Roma Nord. Il ragazzo è salito a casa di Giampiero Galeazzi e ha svolto il suo lavoro, risolvendo il problema del telecronista, che così ha potuto continuare il suo lavoro. Purtroppo, Giampiero Galeazzi si trova ora bloccato a casa su una sedia a rotelle a causa di una grave forma di diabete, pertanto internet è una delle poche distrazioni e dei pochi strumenti di connessione con il mondo, a prescindere dall'isolamento per il coronavirus.

Maglietta rossa, guanti, mascherina e cassetta degli attrezzi in mano, il ragazzo si è quindi aggirato per qualche minuto nel palazzo prima di entrare a casa di Galeazzi. Non riconoscendolo come abituale frequentatore del palazzo, e visto l'abbigliamento a loro dire sospetto, hanno immediatamente allertato le forze dell'ordine. In questa zona, visto il benessere dei suoi abitanti, non sono rare le rapine e i tentativi di truffa e così sono stati chiamati i carabinieri, che sono accorsi presso l'indirizzo indicato. Gli uomini dell'Arma, acquisita la descrizione del'uomo, l'hanno individuato sulle scale del palazzo mentre si allontanava da casa di Galeazzi e l'hanno fermato. Ovviamente, il tecnico ha saputo qualificarsi e fornire alle forze dell'ordine tutta la documentazione che giustificasse la sua presenza in quel palazzo. Ma la paura dei condomini che quell'uomo sospetto, con guanti e mascherina, potesse essere un rapinatore, dà l'idea della paura che si vive nelle nostre città.

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