Il crudo West di Lansdale oltre la Frontiera del «pulp»

Luca Crovi

Mediando il linguaggio delle dime novels e dei pulp western ottocenteschi con quello della moderna narrativa di Frontiera, Joe R. Lansdale costruisce un romanzo originale che ha per protagonista un cowboy afroamericano. Realismo, umorismo e violenza servono a Lansdale per raccontare le peripezie del giovane di colore Willie Young che racconta a ritroso la propria vita perennemente in fuga (in alcuni momenti persino braccato da uno psicopatico che vorrebbe fargli la pelle). Dopo aver perso tragicamente i genitori, il ragazzo verrà educato da un certo Loving e Willie imparerà così a sparare, cavalcare, leggere, e coltivare la terra. Quando Loving morirà il giovane deciderà di prendere il soprannome di Nat Love in omaggio al suo mentore e si dirigerà ad Ovest. A Deadwood, nel territorio del Sud Dakota, entrerà nell'esercito tra le fila dei buffalo soldier e farà amicizia nientemeno che con Wild Bill Hickok. Dopo aver vinto una celeberrima gara di tiro con le pistole acquisirà persino un altro soprannome, quello di Deadwood Dick, e troverà anche la donna della sua vita. Ma il cowboy di colore non avrà il tempo di godersi nulla: sua moglie verrà brutalizzata da un gruppo di bandidos. Così darà loro la caccia per vendicare l'oltraggio subito dalla donna, e il sentiero della vendetta sarà senza ritorno.

Paradise Sky (Einaudi, pagg. 512, euro 20) è un romanzo scritto con stile forte e robusto che si permette di ripercorrere la Storia del West utilizzando un protagonista singolare, pieno di contraddizioni e cicatrici. La capacità di raccontare in maniera dura e realistica la Frontiera non può che far paragonare la capacità narrativa di Lansdale a quella di Mark Twain, Cormac McCarthy, Elmore Leonard, ma fin dall'incipit della storia i lettori capiscono che quanto leggeranno è tutto in puro «Lansdale style» e raccontato in presa diretta da un eroe capace di sostenere pubblicamente la propria versione delle leggende che sono state costruite su di lui: «dunque, nella vita ho ucciso assassini e animali feroci, ho fatto l'amore nella stessa notte e nello stesso carro con quattro donne cinesi, tra cui una che aveva una gamba di legno, il che rende le cose un tantino difficili, in certi casi. Una volta, mentre attraversavo le pianure, ho pure mangiato un tizio morto, non intero, ovviamente, ma sia chiaro che non lo conoscevo tanto bene, mica eravamo parenti, insomma si e trattato solo di un malinteso».

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