Daniele, neppure l'autopsia scioglie i dubbi

da Napoli

Dopo i funerali (doppi) a Pino Daniele, scomparso per un infarto la notte di domenica scorsa è l'ora delle polemiche (familiari) e dell'inchiesta sulla morte del grande artista, aperta dalla Procura di Roma e affidata ai carabinieri. Ma, come se non bastasse, ci si sono messi di mezzo anche i ladri, che approfittando dell'assenza dei Daniele hanno rubato nella villa di Orbetello, in Maremma. Il fatto è avvenuto subito dopo la morte del cantante, quando tutta la famiglia era a Roma all'ospedale Sant'Eugenio. Tra i beni portati via dai malviventi, ci sarebbero, tra l'altro, due chitarre della star, ormai delle vere e proprie reliquie. Ieri, presso l'obitorio del Comune di Napoli è stata eseguita l'autopsia sulla salma del cantante decisa dai pm romani, che vogliono accertare se la morte della star poteva essere evitata. In sostanza l'esame della salma dovrebbe rivelare se quella corsa in auto da Grosseto all'ospedale Sant'Eugenio di Roma abbia complicato il gia' difficile quadro clinico del cantante. Forse, portarlo all'ospedale più vicino alla villa di Pino Daniele avrebbe offerto qualche chance in più per salvargli la vita. In Procura sono state interrogate alcune persone “informate dei fatti” e al momento non ci sarebbero indagati.

L'autopsia per ora ha stabilito che il cantautore è morto per una «insufficienza cardiaca». Spiega il Professor Enrico Marinelli, che ha partecipato all'esame in qualità di consulente della ex moglie del cantante, Fabiola Sciabbarasi, che «l'autopsia rappresenta un'attività interlocutoria che non può dare risposte definitive» mentre, per avere un quadro definitivo si renderanno necessari «ulteriori accertamenti sui prelievi con esami istologici e di altra natura». Ma, per conoscere la verità bisognerà attendere un paio di mesi. Non si aspetta delle risposte importanti dall'esame, il cardiologo di Pino Daniele, Achille Gaspardone: «Stava sufficientemente bene quando mi ha chiamato, poi tutto è precipitato. Non mi aspetto molto dall'autopsia». Sulla morte ha chiesto chiarezza soprattutto Fabiola Sciabbarasi in guerra con la compagna del “nero a meta”, Amanda Bonini. La prima vuole sapere perché il marito é stato portato a Roma e non in un ospedale più vicino, mentre l'altra continua a ripetere «è stato Pino a chiedere di voler andare a Roma». Guerra dunque sulle cause che hanno provocato il decesso.

Tre donne, quattro famiglie, cinque figli, cinque fratelli, divisi su tutto, più fronti di guerra. Ai funerali di Piazza del Plebiscito i diversi nuclei dei Daniele si sono ignorati come dei perfetti sconosciuti. I dissapori erano esplosi subito dopo la morte del bluesman: da una parte la compagna ed i figli di Daniele, dall'altra i tre fratelli e le due sorelle del cantante. Motivo del gelo tra i due “gruppi”, il luogo dove dovevano svolgersi i funerali: a Roma o a Napoli. Alla fine doppio funerale, nella Capitale dove Pino è morto ed a Napoli, la città dove era nato. E per ora, non si è parlato ancora della eredita' del cantante…

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