"Demi Lovato come il Mago Otelma" e scoppia la polemica sull'attrice Michela Giraud

L'attrice Michela Giraud ha provato a ironizzare su Demi Lovato e la sua richiesta di utilizzare il "loro" come pronome neutro: ecco com'è finita

"Demi Lovato come il Mago Otelma" e scoppia la polemica sull'attrice Michela Giraud

Demi Lovato fa coming out su Twitter e dichiara di non riconoscersi in un genere binario. Dice di sentirsi una persona non binaria e che d'ora in poi vorrebbe che per lei venisse usato il pronome neutro "they/them", che corrisponde al plurale "loro" in italiano. Nella nostra lingua non esiste una traduzione corretta del pronome they al singolare, come invece esiste nella lingua inglese ed è scoppiata l'ironia attorno alle parole di Demi Lovato. Tra chi ha sorriso, o per lo meno ci ha provato, c'è Michela Giraud, attrice comica che ha preso parte anche alla prima (riuscitissima) edizione del programma Lol - Chi ride e fuori.

"Demi Lovato vuole che le sia dato del 'loro' come il Mago Otelma", ha scritto l'attrice in un tweet, facendo quello che le viene più naturale fare visto il suo mestiere, ossia ironizzare. Tuttavia, siamo in Italia dove non vale più la regola "scherza con i fanti ma lascia stare i Santi", ormai bistrattati. L'adagio che sta prendendo sempre più piede nel nostro Paese prevede che i nuovi intoccabili dalla satira e siano gli appartenenti alla comunità Lgbt. L'ha imparato a proprie spese proprio Michela Giraud, che dopo aver condiviso quel tweet è stata costretta a cancellarlo, perché sommersa di insulti e di minacce.

Addirittura, Michela Giraud ha dovuto quasi scusarsi per aver fatto dell'ironia: "Mai mi sarebbe passato per la mente di doverlo fare ma cancello il tweet, a maggior ragione del fatto che è in uscita un film che affronta le tematiche LGBTQ sul quale mi è stato dato un testo che evidentemente devo ancora studiare. Invito alla calma e stare sereni". Siamo il Paese nel quale è possibile fare satira sulla religione cattolica, nel quale è possibile fare vilipendio alla bandiera, ma non è possibile esprimere un pensiero ironico e non offensivo su un membro della comunità Lgbt.

Che siano le prime prove del ddl Zan? La dittatura integralista rainbow sui social si è espressa nella sua massima forma contro Michela Giraud, presa di mira e insultata per una battuta che nulla aveva di offensivo e per la quale l'attrice ha dovuto perfino giustificarsi, dichiarando che ancora deve studiare le tematiche Lgbt. Sulla Giraud è stata applicata quasi una forma censura non ufficiale, fatta di insulti per aver espresso un pensiero in forma ironica, che l'hanno costretta a cancellare il suo tweet. È davvero questo il futuro che ci aspetta?

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