La (vera) storia del film Detroit. L'odio fra polizia e afroamericani

Detroit è il film di Kathryn Bigelow che racconta un episodio agghiacciante avvenuto durante le sommosse di Detroit dell'estate del 1967

In onda questa sera alle 21.10 su Rai Movie, Detroit è il film che racconta una delle pagine più violente della storia degli Stati Uniti d'America e, nello specifico, della città che dà il titolo al film. Detroit, diretto da Kathryn Bigelow, prende il via dagli scontri che ebbero luogo nella città americana nel luglio del 1967, che portarono a oltre quaranta morti e più di mille feriti.

I disordini iniziarono dopo l'irruzione della polizia in un locale notturno, dove pensavano di trovare i classici ragazzi che si dedicavano a un po' di svago. In realtà c'era un gruppo di afroamericani che stava festeggiando il ritorno di due amici dopo l'incubo della guerra nel Vietnam. I poliziotti decisero di arrestare tutti i presenti: la sfilata degli uomini in manette suscitò l'attenzione di chi si trovava ancora per strada. Poco bastò perché ci furono delle rimostranze violente nei confronti della polizia che dilagarono sempre di più, fino a mettere a ferro e fuoco la città.

Gli scontri per le strade che diedero inizio ai disordini nella città sono gli stessi che usa la regista per far partire il suo film, prima di spostare l'attenzione dello spettatore verso un episodio specifico dello scontro tra polizia e manifestanti: le violenze che si sono svolte all'interno del motel Algiers.

Detroit, la trama

La trama del film di Katheryn Bigelow si concentra dunque su una parentesi specifica degli scontri di Detroit. La pellicola, infatti, ruota intorno al personaggio di Larry Reed (Algee Smith), un ragazzo afroamericano che sogna di ritagliarsi un futuro nel mondo della musica. Tuttavia, a causa dei disordini che investono la città, è costretto a rimandare il suo debutto e insieme all'amico Fred Temple (Jacob Latimore) trovano rifugio al Motel Algiers, dove passano del tempo con due ragazze caucasiche.

Destino vuole che a causa di un colpo esploso, al motel arrivi anche l'agente Philip Krauss (Will Poulter), un uomo dal grilletto facile e dall'idee profondamente razziste. Nonostante il personaggio di Larry Reed sia stato romanzato dalla regista, le vicende raccontate si riferiscono a fatti reali.

Il Motel Algiers, la vera storia

Come è stato documentato da Detroit News, tutta la vicenda intorno al motel, che ha portato alla morte di tre ragazzi, è stato un esempio di omicidio eseguito a sangue freddo da poliziotti che hanno fatto un abuso del loro potere e della loro posizione, in un periodo storico e sociale già molto instabile.

Sempre secondo la testata della città di Detroit, il Motel Algiers era un luogo conosciuto dalle forze di polizia locali perché era notoriamente frequentato da spacciatori di droga, prostitute e chiunque avesse bisogno di un luogo per svolgere le proprie attività criminali. Quindi quando la notte del 25 luglio 1967 si udirono colpi d'arma da fuoco contro la polizia, con delle persone affacciate alle finestre del motel, le forze dell'ordine pensarono immediatamente di avere a che fare con dei cecchini che nella struttura avevano trovato il proprio rifugio.

La Detroit Free Press riportò la testimianza delle persone presenti che asserirono che tre uomini afroamericani e due donne bianche erano nella loro stanza ad ascoltare della musica. Nel film si vede Larry fare la conoscenza di un uomo di nome Carl Cooper, amico delle due ragazze. Cooper è esistito veramente ed è stato uno dei tre afroamericani che, scambiato per un rivoltoso armato, venne ucciso quasi immediatamente.

Detroit, le minacce contro gli ospiti del motel

Subito dopo, gli ospiti dell'hotel vennero tutti radunati lungo il corridoio dai poliziotti presenti e ognuno venne colpito più volte, minacciato di essere ucciso se non fosse saltata fuori la pistola che aveva sparato sulla polizia. I dettagli sono stati raccontati nel libro The Algiers Motel Incident di John Hersey, che racconta anche di come le due ragazze bianche furono costrette a spogliarsi davanti a tutti e a subire vessazioni psicologiche mentre venivano definite"amanti dei negri".

Nel corso della serata gli ospiti dell'hotel vennero divisi nelle stanze del palazzo, ognuno minacciato di morte. L'ufficiale Ronald August uccise un ragazzo di nome Aubrey Pollard (che nel film è interpretato da Nathan Davis Jr.) ammettendo successivamente il crimine e specificando che l'omicidio era avvenuto per legittima difesa. In realtà le condizioni del cadavere di Pollard lasciavano intuire un'altra verità. Aveva infatti gravissime ferite alla testa e alcuni testimoni hanno dichiarato che il ragazzo venne picchiato brutalmente con un fucile - di quelli non in dotazione alla polizia - con una tale forza da arrivare a rompere il fucile stesso.

Il terzo ragazzo ucciso nel corso della notte è Fred Temple, che viene mostrato nel film come l'amico che conduce il protagonista Larry al motel. Nella vera storia la morte di Temple è rimasta circondata dal mistero. A distanza di anni non si sa ancora con certezza chi lo abbia ucciso e in quale momento della nottata.

L'incubo al motel si concluse quando il rumore di altri spari, fuori dalla struttura, condusse gli agenti a lasciare l'Algiers. A quel punto dissero a tutti di andare a casa, di nuovo sotto la minaccia di essere uccisi. Nessuno dei poliziotti fece rapporto, come invece richiesto, al dipartimento omicidi della polizia di Detroit. I corpi delle persone uccise vennero trovati solo il giorno dopo, il 26 luglio, da Charles Hendrix, che si occupava della sicurezza del motel.

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