Devastati 70 ceppi di vigne di proprietà di Bruno Vespa

Solo pochi giorni fa, il Movimento cinque stelle aveva chiesto a gran voce le dimissioni del ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio e del conduttore di Porta a Porta

Devastati 70 ceppi di vigne di proprietà di Bruno Vespa

Settanta ceppi delle vigne di primitivo coltivate nella vigna di Lizzano, in provincia di Taranto, di proprietà di Bruno Vespa, sono stati tagliati nella notte da persone non ancora identificate. Il giornalista, che da alcuni anni produce vini nella regione, ha denunciato l'atto vandalico ai carabinieri del comune tarantino. "La Puglia - ha dichiarato il conduttore televisivo - ha dato il benvenuto alla mia prima vendemmia nella vigna di Lizzano, acquistata lo scorso anno".

"Ieri - aggiunge Bruno Vespa - abbiamo tranquillamente vendemmiato il Fiano, stanotte sono stati tagliati 70 ceppi delle vigne di Primitivo". Il giornalista ha un'idea ben precisa su chi possa essere il colpevole dell'accaduto, e ha specificato: "Si tratta evidentemente di opera di piccoli mafiosi locali. Ma stiano pur sicuri che non mi lascio intimidire".

Solo pochi giorni fa, il Movimento cinque stelle aveva chiesto a gran voce le dimissioni del ministro per le Infrastrutture Graziano Delrio e del conduttore di Porta a Porta. Il motivo? Uno scambio di battute durante una puntata della popolare trasmissione dedicata alterremoto che ha colpito l'Italia centrale nella notte fra martedì e mercoledì.

Al centro dell'episodio incriminato le parole in cui il terremoto sembra quasi descritto come un volano per l'economia. "Il Friuli era povero e dopo il terremoto è diventato ricco, per me quello è un esempio meraviglioso", spiega Vespa. Che prosegue: "Incontrai un industriale davanti alle macerie della sua fabbrica che era felice: mi disse che gli era crollata la fabbrica ma che ora poteva farla più bella".

E quindi chiosa: "Una bella botta di ripresa per l'economia, pensi all'edilizia...". Il ministro Delrio annuisce: "Ora l'Aquila è il più grande cantiere d'Europa, e pure l'Emilia..."

Queste parole hanno scatenato l'indignazione dei grillini, che sui social network hanno dato fuoco alle polveri della protesta: il presidente della Vigilanza Rai Roberto Fico ha chiesto le dimissioni dei due, mentre la senatrice Paola Taverna chiede un "sussulto di dignità" utilizzando toni durissimi.

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