Eleonora Daniele al lavoro con il pancione durante il coronavirus: "Questo è il mio mestiere"

Eleonora Daniele ha scelto di continuare a lavorare nonostante la gravidanza e l'emergenza coronavirus: "Come giornalista avverto l’importanza di adempiere al mio dovere di fare servizio pubblico"

A giugno Eleonora Daniele darà alla luce la sua prima figlia, ma ha scelto di non ritirarsi dalle scene e continuare a lavorare nonostante l’emergenza coronavirus.

La conduttrice di Storie Italiane, al timone della trasmissione che è stata allungata per garantire una maggiore informazione durante l’emergenza sanitaria, non ha avuto alcun problema nel rimanere in video nonostante la gravidanza e la situazione venutasi a creare in Italia. Buoni motivi, infatti, avrebbero potuto giustificare la Daniele qualora avesse deciso di vivere gli ultimi mesi della gravidanza lontano da qualunque pericolo, ma lei ha scelto di continuare a lavorare perché, proprio in questo momento, “come giornalista avverte ancora di più l’importanza di adempiere al suo dovere di fare servizio pubblico”.

Questo è il mio mestiere”, ha spiegato il volto di Rai 1, sempre più convinta di aver fatto la scelta giusta nel decidere di non fermarsi nonostante il momento delicato. “Mi scrivono in tanti. Si preoccupano per le mie condizioni di salute ma li rassicuro, è provato che, in caso di virus, non c’è trasmissione verticale da mamma a figlio”, ha raccontato lei all’Avvenire, rivelando di essere spesso inondata di messaggi da parte di chi si preoccupa della sua salute. “E poi la Rai ha approntato tutte le misure di sicurezza necessarie – ha aggiunto ancora la conduttrice - . Ormai sono isolata, nel lavoro e nella vita”.

La preoccupazione, però, non manca. La Daniele, originaria del Veneto, ha un pensiero costante rivolto alla madre che vive ancora nella città natale, in una delle regioni più colpite dal Covid-19. “Sorridere alla vita e al pubblico è un altro dovere di chi va in video, specie adesso – ha detto - . Non nascondo che sono preoccupata, mia madre è a Padova e il Veneto, la mia terra, è la seconda regione più colpita dal coronavirus. Mia sorella lavora lì, in ospedale, ed è in prima linea come tanti medici che stanno facendo di tutto per salvare le tante persone che vengono ricoverate”.

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