Ezio Greggio asfalta così il politicamente corretto

Diretto e sincero come sempre, Ezio Greggio ancora una volta ha criticato il politicamente corretto e l'assurdità della censura moderna

Ezio Greggio asfalta così il politicamente corretto

Ezio Greggio è uno dei senatori della televisione commerciale italiana, una delle colonne della comicità del nostro Paese. Il suo nome è legato da oltre 30 anni a quello di Striscia la notizia ma in realtà l'attore e conduttore è anche il patron del Montecarlo Film Festival de la comédie, un evento che quest'anno celebra il suo 18esimo compleanno. Non si può certo dire che Ezio Greggio sia un amante del politicamente corretto, anzi. La sua comicità e la sua ironia sono da sempre pungenti e taglienti, tanto che in due interviste rilasciate al sito Leggo e al quotidiano Libero, l'attore si lascia andare a una critica non certo velata contro la deriva della comunicazione.

"Il politically correct è 'scorrect', secondo questo principio dovrebbero prendersela anche con le vignette quotidiane di Giannelli sul Corriere della sera: una simile censura è sbagliata. Io difendo l’umorismo e la libertà d’espressione", ha dichiarato Ezio Greggio a Leggo riferendosi alla polemica montata poche settimane fa contro Michelle Hunziker e Gerry Scotti a Striscia la notizia. Per giorni si è parlato della gag sugli occhi a mandorla e sull'aver volutamente parodiato la pronuncia cinese modificando la "erre" con la "elle". Un siparietto che al programma e ai due conduttori è costato la gogna social internazionale. E a Libero, a tal proposito, ha dichiarato: "Suvvia, stiamo parlando di una battuta sugli occhi a mandorla! Ormai siamo a un livello di censura che manco negli anni '20... Ho molti amici cinesi, persone fantastiche e ironiche, che non si sono affatto offesi. Anzi, uno di loro scherzando mi ha detto: 'Ma se allora sentissero le battute che facciamo noi sugli italiani, ci caccerebbero dal Paese...'".

Ezio Greggio ampliando il discorso con il sito Leggo, ha condannato i paletti e i limiti imposti dal politicamente corretto alla libertà di espressione: "È un’esagerazione che tende ad imprigionarci. A mio avviso Striscia non ha fatto nulla di male, ormai ce la prendiamo per le sciocchezze ma io e Antonio Ricci abbiamo sempre scherzato su tutti e non era mai irriverente. Ora invece troviamo i soliti quattro censori del cavolo che vogliono tapparci la bocca e farci vestire tutti uguali".

Ezio Greggio dalle pagine di Libero ha criticato con decisione il concetto delle quote rosa: "Io me ne fotto del numero di registe donna o delle quote rosa nei Festival. Se un film è terribile, non lo seleziono: non c'è regista che tenga! La scelta deve essere di merito, non politica".