Lo schiaffo di Chiambretti a Fazio: "Vivo benissimo senza"

Il conduttore Mediaset ha riservato un irriverente commento al collega di Rai3, che per atteggiamento televisivo è il suo esatto opposto

Lo schiaffo di Chiambretti a Fazio: "Vivo benissimo senza"

Indovina chi (non) viene a cena. Piero Chiambretti ha le idee chiare e, come sempre, riesce ad esternarle con una buona dose di sana irriverenza. Anche e soprattutto quando si tratta di parlare di un collega della tv. Invitato a esprimersi su un ipotetico invito a cena da parte di Fabio Fazio, in un’intervista al Corriere il presentatore Mediaset non ha usato particolari giri di parole. Né si è sottratto dal rispondere. "Vivo benissimo senza andarci a cena", ha commentato, snobbando l'ipotizzata compagnia del volto Rai dalla barba bianca. Per la serie: si può anche farne a meno.

Del resto, almeno da un punto di vista strettamente professionale, i due non avrebbero molto da dirsi. Chiambretti infatti, sembra quasi la perfetta antitesi del conduttore di Che tempo che fa. Sagace e guastafeste il primo, cerimonioso e accomodante il secondo. Nella medesima intervista al quotidiano di via Solferino, peraltro, è stato lo stesso Chiambretti a ricordare alcuni dei suoi incontri televisivi più sorprendenti. "Da Nilde Iotti andai con un phon, da Prodi vestito da prete. Incontrai Tina Anselmi, la signora Fanfani, la moglie di Almirante. Ho avuto la fortuna non solo di veder cadere il Palazzo, ma anche di viverlo. Fui uno dei primi a proporsi con dei blitz, senza mai essere picchiato, ferito o denunciato", ha rammentato. Nei suoi ricordi, anche una storica intervista a Woody Allen, rispetto alla quale ha rivelato: "Seppi che non amava parlare della morte nelle interviste e allora gli feci solo domande sulla morte e su Bergman, uno dei suoi registi preferiti. Il mio divertimento fu vedere come cambiava espressione".

Quello ricercato da Chiambretti con l’interlocutore, insomma, è sempre stato un approccio diverso da quello più conciliante che Fazio propone ogni domenica a Che tempo che fa. Su Rai3, le domande scomode scarseggiano e si preferiscono piuttosto toni soft. La stoccata di Chiambretti al conduttore Rai, dunque, non è solo che una spassosa chiosa da registrare. Per il resto, prosegue sulla propria strada e, oltre al suo attuale impegno con Tiki Taka (su Italia1), pensa a nuovi progetti: "Mi piacerebbe fare, finalmente, La repubblica dei bambini, con mia figlia ospite fissa o con un ruolo di disturbo rispetto a me".

A proposito di affetti famigliari, il conduttore ha recentemente ricordato anche la madre Felicita, morta di Covid il 21 marzo 2020. "Un giorno drammatico", lo ha definito il presentatore Mediaset. Così come è drammatica e intensa, ancora oggi, la sua testimonianza: "Erano le 4 del pomeriggio, ma a me sembravano le nove di sera. I medici mi dicono che mia mamma Felicita sarà messa vicino a me, per l'ultimo giro di valzer, nella stanza dove sono ricoverato come lei per il Covid. Ricordo che mamma arriva, come in un sogno. Mi addormento serenamente e a un certo punto entra Chiara, l'infermiera, che le mette due dita vicino alla carotide e ne accerta la morte. Mi riaddormento, mamma viene portata via". Poi, un inatteso cambiamento. "Mi sveglio alle 4 di mattina per i primi esami e accade il miracoloso: i miei valori, che fino a quel momento non davano segni di miglioramento, finalmente iniziano a risalire. È lì che sono guarito, in quel passaggio dalla morte alla vita in cui mia madre rinunciando alla sua ha scelto di darmi la vita per la seconda volta".

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