Da Fellini all'Equipe 84 Quando le opere nascono dagli "acidi"

Un libro ripercorre il rapporto tra alcune droghe e musica, cinema, letteratura negli anni '60 e '70

Da Fellini all'Equipe 84 Quando le opere nascono dagli "acidi"

Negli anni Sessanta, dopo gli esperimenti di Aldous Huxley, l'Lsd era il motore creativo dei gruppi rock di San Fancisco e la psichedelia imperversava. Tutti sanno quanto fosse importante l'«acido» nelle composizioni e nei concerti di gruppi come i Grateful Dead. Per i Dead e per la maggior parte delle band californiane l'eccentrico Augustus Owsley Stanley III, detto «the Bear», produceva la maggior parte della droga in circolazione. Questo lo sanno tutti, ma pochi sanno che, per preparare le sue famigerate «specialità», si riforniva dall'industria farmaceutica di Milano Farmitalia. Per scoprire tutti i segreti del mondo psichedelico, bisogna leggere il bel volume Il grande libro della psichedelia (Hoepli) dell'artista e storico del costume Matteo Guarnaccia, che dedica un interessantissimo capitolo alla psichedelia in Italia. Che era una cosa terribilmente seria. A parte le sperimentazioni esoteriche degli anni '20 del Gruppo di Ur (di cui facevano parte Julius Evola e Cesare Musatti) il cinema e la musica si buttano presto nel nuovo filone. Federico Fellini nel '64 assume Lsd e uno dei frutti della sua esperienza lisergica è Giulietta degli spiriti, in cui il regista «riesce a inserire la percezione sensoriale dopata in un contesto espressivo pre-esistente, senza cadere nella facile trappola dell'entusiasmo del neofita». Tra le intuizioni felliniane c'è poi la riscoperta dell'Art Noveau ancor prima dei «poster artist» di San Fancisco.

Sorprendentemente all'avanguardia è Michelangelo Antonioni con pellicole cult come Blow-Up (1966) e Zabriskie Point (1970 con la musica dei Pink Floyd) che scompone incessantemente la realtà rivelando una nuova dimensione e che dichiara: «Ci sono persone che non sopportano le allucinazioni, altre le gestiscono molto bene. Non vedo nulla di male nel voler rendere più intense le emozioni estetiche. Grazie agli allucinogeni si possono ottenere nuove forme di comunicazione fra le persone». Concetto adottato anche da Carmelo Bene che dirà: Quando entri nel mondo del teatro, entri nella favola, entri nella fantasia, entri nel mito, entri nella droga. Il teatro è droga». Così Bene fonde il barocco e il melodramma italiano in opere che trovano il culmine con Salomè, con la presenza di Veruschka e Donyale Luna, coperte solo di pietre preziose e circondate di luci da flipper mistiche. Roma è in continuo fermento culturale e il figlio del pittore Balthus, Stanislas Klossowski De Rola, amico di Brian Jones e fidanzato di Romina Power, organizza party psichedelici con l'aristocrazia del pop cui non mancano Jimi Hendrix, Keith Richards, Patty Pravo, i Rokes. Addirittura nel 1966 Lucio Dalla, cantante «bizzarro e assai peloso», pubblica l'album 1999 che contiene un brano dal titolo Lsd.

Accanto ai Rokes, il gruppo che meglio recepisce lo spirito psichedelico è l'Equipe 84 di Maurizio Vandelli, sia come estetica sia come impatto artistico con dischi come Stereoequipe, raccolta di cover inglesi e americane rilette con effetti speciali. Si favoleggia che all'album abbia preso parte persino Hendrix, che in quei giorni era ospite della comune milanese in cui viveva la band. Avere un look e un suono psichedelico diventa talmente importante che, sfidando anche il buon senso, «hanno la loro dose di grafica estrema» anche Giorgio Gaber, Renato Rascel con il singolo Bambina dagli occhi neri e Renatino e la coscienza, Giorgio Gaber, Iva Zanicchi, Sergio Endrigo.

Anche riviste scientifiche come Guarirre mettono in copertina George Harrison e la fidanzata Patti Boyd e titolano Lsd: La droga beat aggiungendo La nuova terapia orale contro il diabete.