Raramente funzionano e ancor più raramente hanno successo sullo schermo le biografie dei cantanti. Soprattutto se non sono notissimi al grande pubblico. Una delle poche eccezioni è questo Quando l'amore brucia l'anima (ore 21 Cine Sony), che ripercorre la giovinezza spericolata e la carriera in saliscendi di Johnny Cash, riconosciuto re del country, disposto a mettersi finalmente in riga soltanto dopo svariati ko. Un dramma appassionato e amaro diretto nel 2005 da James Mangold, autore, tra gli altri, di Ragazze interrotte, il rifacimento di Quel treno per Yuma e Innocenti bugie. Il protagonista è interpretato da Joaquin Phoenix, che all'epoca aveva trent'anni. Siamo a Memphis, Tennesse, nel 1955. Il cocciuto e irascibile Johnny Cash, ex svogliato commesso viaggiatore, ha lasciato da tempo l'Arkansas e un padre che non lo considera, per non dire che lo detesta: vuole sfondare come cantante country. La perplessa e gelosa moglie Vivian (Ginnifer Goodwin), che gli sta per dare la seconda bimba, lo esorta invano a trovare un lavoro sicuro. Chitarra a tracolla, dagli e dagli, riesce a pubblicare il primo disco, con gli inseparabili Carl e Roy.
Finché a un concorso per dilettanti in Texas incontra la divorziata June Carter (Reese Witherspoon): tra infiniti tira e molla sarà la partner preferita al microfono e la donna della sua vita. Ma alcol e pasticche sono in agguato. Il bravo Joaquin Phoenix canta con la sua voce, come Reese Witherspoon; ma soltanto lei, che ingiustizia, ha preso l'Oscar.Il film da riscoprire
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