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I cubani smascherano la Flotilla di Salis e Lucano: "Ci prendono in giro"

Attivisti di sinistra all’Avana tra hotel a 5 stelle e bus climatizzati mentre l’isola è al buio: l'ira degli esuli

I cubani smascherano la Flotilla di Salis e Lucano: "Ci prendono in giro"
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“Partiamo per solidarietà”. Questo il mantra di Ilaria Salis, Mimmo Lucano e altre decine di attivisti di sinistra che si sono riversati all’Avana. Il “Nuestra America Convoy” ha inviato socialisti dal Nord America e dall'Europa a Cuba via aria, mare e terra, con il pretesto di distribuire venti tonnellate di aiuti umanitari per protestare contro il blocco petrolifero statunitense. Ma la missione in realtà sta facendo storcere il naso a molti cubani.

Come riporta il New York Post, in questo weekend è stato programmato l’incontro con i funzionari del Partito Comunista e nel frattempo diversi membri della Flotilla alloggiano in hotel di lusso, viaggiando su autobus muniti di aria condizionata, mentre il resto dell’isola è alle prese con una crisi economica sempre più grave che l’ha privata di elettricità, cibo, acqua e medicine.

Secondo quanto reso noto, alcuni delegati hanno alloggiato al Gran Hotel Bristol Meliá Collection, un hotel a 5 stelle, dove una camera costa tra i 130 e i 520 dollari a notte. Altri si sono fatti fotografare a bordo di comodi autobus climatizzati durante l'incontro con il presidente Miguel Díaz-Canel al Palacio de Convenciones dell'Avana. Negli stessi giorni le autorità cubane hanno segnalato un blackout che ha colpito l'intera isola, dopo che a gennaio il presidente americano Donald Trump aveva minacciato di imporre dazi doganali a qualsiasi paese che vendesse petrolio al Paese, di fatto bloccando l'approvvigionamento energetico.

"Mentre quasi tutto il Paese soffre per interruzioni di corrente che durano oltre venti ore, la sinistra viene accolta con aria condizionata e sprechi di energia elettrica", ha tuonato Mayra Dominguez, una cubana in esilio negli Stati Uniti. "Oltre cento case non sarebbero senza corrente oggi se il regime di Castro non spendesse soldi in propaganda comunista con la sinistra internazionale", ha aggiunto la Dominguez: "Questa è una gigantesca presa in giro dell'intero popolo cubano. La sinistra visita Cuba come se fosse una festa allo zoo e va ad ammirare la miseria da un hotel di lusso. È oltraggioso".

Il dibattito in rete è rovente.

"Dopo aver costretto oltre un milione di cubani a lasciare il Paese in soli cinque anni e aver negato a molti il ​​diritto di tornare nella propria patria, ora si mostrano aperti a una spedizione umanitaria straniera", la rabbia dell’'artista cubana Salomé García Bacallao, che vive in esilio a Miami.

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