Il film del weekend: "The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro"

Humor, azione, effetti speciali e tanto romanticismo in un sequel pieno di avvenimenti

Il film del weekend: "The Amazing Spider-Man 2 - Il potere di Electro"

Dopo il boom al box office di due anni fa, è arrivato in quasi settecento sale cinematografiche il secondo capitolo del reboot sull’Uomo Ragno firmato da Marc Webb. Rispetto al precedente è più spiritoso, più romantico e anche, a un certo punto, più drammatico. Si tratta di un prodotto appetibile, marcatamente adolescenziale, divertente ed eccessivo, in cui s'intrecciano più storie per la durata di centoquaranta minuti. 

Peter Parker (Andrew Garfield) deve ancora capire come destreggiarsi nell’ambito della sua doppia-esistenza di ragazzo comune e di supereroe. Nonostante collabori spesso con le forze dell'ordine, Spider-Man non è apprezzato da una parte dell'opinione pubblica. La sua storia d'amore con Gwen Stacy (Emma Stone) è messa a dura prova dalla promessa che il giovane ha fatto al padre di lei, morente: tenerla lontana dai pericoli anche al prezzo di lasciarla per sempre. Intanto la zia May (Sally Field), sempre più bisognosa di rassicurazioni, introduce Peter al motivo misterioso per cui i genitori lo abbandonarono. Quanto a minacce, se ne profilano all'orizzonte ben tre contro cui combattere: Electro (Jamie Foxx), Goblin (Dane DeHaan) e Rhino (Paul Giamatti); tutti malvagi legati, in qualche modo, alla OsCorp, la società per la quale lavorava il padre di Peter prima di scomparire nel nulla. 

La trama ha tante di quelle svolte su differenti piani temporali che a farne le spese è l'approfondimento psicologico dei cattivi di turno. I problemi si avvicendano come fossimo in un videogioco a livelli e l'eccesso di computer grafica non fa che accentuare la sensazione. Per fortuna il film non è solo un diluvio di effetti speciali ed ha un cuore emotivo saldo e ben sviluppato: la storia d'amore tra Peter e Gwen è centrale e i suoi sviluppi costringeranno il protagonista a crescere. 

Il leit motiv della pellicola è il tempo, dal sentito discorso di Gwen Stacy durante la cerimonia del diploma all'inizio del film al finale ambientato in una torre dell'orologio. Le parole della ragazza risuonano in più scene ed è un piacere pensare a quanto giovane pubblico avrà la possibilità di farle proprie: sono educative, colme di speranza e invitano a disporre al meglio della propria vita dandole il valore che merita perché il tempo a disposizione non è infinito.

La chimica tra i protagonisti è evidente, del resto i due attori fanno coppia anche nella vita reale. Garfield, in particolare, è bravissimo a incarnare un ragazzo intelligente e problematico come tanti: appassionato, un po' incosciente, gigione e spesso insicuro. Inutile dire che i fan dei voli acrobatici di Spider-Man tra i grattacieli di New York possono stare tranquilli: sono già previsti, nel futuro immediato, vari sequel e spin-off.

Commenti