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La fantascienza è uno dei generi, parlando di serie, che più ha avuto da guadagnare con la diffusione degli effetti speciali digitali. Una volta fare una serie fantascientifica credibile era davvero difficile, ora molto meno. Non sempre però il miglioramento qualitativo delle immagini è bastato a garantire qualità anche narrativa. È una piacevole eccezione la serie, prodotta da SyFy e distribuita in Italia da Netflix, The Expanse. La trama ci porta nel XXIII secolo, quando gli esseri umani hanno ormai colonizzato il sistema solare. Questa espansione ha sicuramente portato dei benefici all'umanità, ma non certo in modo uniforme. Ci sono le Nazioni unite terrestri che se la passano piuttosto bene, c'è Marte che è diventato autonomo è ha trovato una sua vocazione come potenza militare. E poi ci sono gli abitanti dei pianeti esterni e della fascia di asteroidi. È lì che si produce gran parte della ricchezza del Sistema solare. Però gli abitanti ne ricevono ben poca e in compenso soffrono di tutte le possibili malattie che si sviluppano a bassa gravità. Dentro questo quadro d'insieme The Expanse incrocia le vicende di svariati personaggi e lo fa con una trama adrenalinica sul filo di lana di una guerra fra Marte e la Terra. Vedendola, se masticate un po' di fantascienza troverete rimandi a tutto il meglio della golden age del genere: da Asimov a Robert A. Heinlein passando per Philip K. Dick. Merito dei libri originali da cui è tratta la storia (in Italia pubblicati da Fanucci), ma anche dell'adattamento televisivo di Mark Fergus e Hawk Ostby. Insomma, questo space drama citazionista non sarà innovativo, però racconta bene un futuro credibile.

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