Cultura e Spettacoli

Gabriel Garko: "Normalità è una parola che odio, è soggettiva e non oggettiva"

Confessioni a cuore aperto per Gabriel Garko con Pierluigi Diaco, con il quale l'attore si è aperto rivelando il suo momento di cambiamento interiore, tra la molestiasubita da ragazzino e la voglia di essere finalmente se stesso

Gabriel Garko: "Normalità è una parola che odio, è soggettiva e non oggettiva"

Nell'ultimo periodo, Gabriel Garko ha radicalmente modificato il modo di presentarsi al suo pubblico. Ha deciso di gettare le maschere e di mostrarsi per quello che è, non per quello che gli altri vorrebbero lui fosse. Ha deciso di non dare più seguito alle feroci critiche che gli vengono rivolte e si comporta nel modo in cui lui sente più naturale, rifuggendo qualunque etichetta che gli si vuole incollare. Questo è anche il senso della lunga intervista rilasciata a Pierluigi Diaco a Io e te di notte.

"Quando vai in televisione vieni visto solo per ciò che appari esteriormente e qualsiasi cosa tu dica non viene ascoltata", ha detto Gabriel Garko al suo interlocutore, ricordando come sia facile sbagliare tutto se si ragiona troppo sulle cose da dire prima di andare in onda, solo per compiacere chi dovrà ascoltare. "Ad un certo punto della mia carriera ho capito che era giusto fregarsene del giudizio della gente e che in ogni caso avrei detto quello che penso veramente", ha quindi dichiarato Garko, che sembra aver deciso di vivere la sua vita con maggiore leggerezza.

A un certo punto, il personaggio che gli era stato cucito addosso fino a quel momento ha iniziato a stargli stretto e così ha dovuto apportare dei cambiamenti radicali nel suo team di lavoro e nella sua vita. Solo così è riuscito a crescere e a far evolvere Gabriel Garko nella direzione, ora, più giusta. Il limite più importante della sua vita è stato l'assenza di libertà, l'impossibilità di vivere la propria esistenza completamente a 360 gradi. "Se decidi di essere un personaggio pubblico devi stare attento a tutto e far sì che tutto venga misurato nel modo giusto", ha detto l'attore a Perluigi Diaco, che ha sottolineato come il team di Garko pare lo abbia tenuto a lungo lontano dalla vita quotidiana, facendolo vivere in una sorta di bolla distaccata dalla realtà. Solo il grande rispetto per il lavoro che ha sempre avuto Gabriel e la sua capacità di auto analizzarsi, unita all'aiuto di uno specialista, gli hanno permesso di mantenere sempre i piedi per terra.

Gabriel Garko è, quindi, tornato sulla molestia subita da adolescente, raccontata per la prima volta nel suo libro. Un episodio spiacevole che ne ha segnato la vita e che l'attore ha voluto rendere noto per denunciare un fatto purtroppo comune a tanti, che si tende a nascondere con vergogna. "Io all’epoca avevo 16 anni, lui aveva 40 anni, era sposato con figli. Io nel libro l’ho voluto scrivere perché si tende a mettere un po’ al sicuro le persone sposate con figli perché improvvisamente sono diventati 'normali'. Volevo denunciare il fatto che la normalità, che è una parola che odio, è soggettiva non oggettiva", ha ribadito Garko rifuggendo da un termine che pare lo infastidisca.

Il conduttore ha evitato qualunque domanda personale all'attore, particolarmente riservato da quel punto di vista, ma non è mancata una battuta proprio sulla volontà di non voler essere in alcun modo etichettato: "Parliamo di cibo così diventa più facile… Se a me piace la crostata con le pere e il salame piccante… Era per fare un accostamento che non sta né in cielo né in terra… E il salame comunque si metterebbe a fette. Se io ho dei gusti particolari e a te questa cosa fa vomitare o non ti piace, in ogni caso per me è la 'normalità'e per te no."

Gabriel Garko ha affermato di saper convivere perfettamente anche con la sua parte femminile, un lato di sé che gli risulta particolarmente utile per il suo lavoro. "Purtroppo c’è tanta gente che ha paura di affrontarla e questo è un problema perché poi sfocia in aggressività. Con il lavoro che faccio mi serve. Quando sei sul set e devi riuscire ad emozionarti e a piangere è una cosa su cui all’inizio fai fatica e se hai una insicurezza in quello, perché non vuoi farti vedere in un momento di debolezza, allora meglio cambiare mestiere."

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