La guerra americana è più triste degli altri

Charles Monroe King è un sergente, tanto severo con i suoi soldati quanto loro devoto

La guerra americana è più triste degli altri

Charles Monroe King è un sergente, tanto severo con i suoi soldati quanto loro devoto. Stessa devozione che mette quando incontra Dana, una giornalista, figlia di un militare che ha fatto crescere proprio il futuro fidanzatino, reduce da un matrimonio finito con il divorzio. Dana e Charles si amano, hanno un figlio ma a lui tocca la guerra in Irak e a lei il ruolo di mamma... Drammone familiare che racconta una storia realmente accaduta in margine ai molti conflitti combattuti dagli americani. Sullo sfondo una storia nera che il nero Denzel Washington non si è lasciato sfuggire.

Tutto vero, dunque, ciò che si vede e ai più teneri qualche lacrimuccia inevitabilmente spunterà. La storia non è certo di quelle totalmente inedite ma ha sempre un certo appeal sul pubblico perché l'amore è sempre l'amore in tutte le salse. Tra fidanzati. Tra padri e figli o madri e figli. Qui ci sono tutti gli incroci possibili, compreso quello di Dana che scopre come il padre sia tutt'altro che uno stinco di santo ma un traditore seriale. Così anche un piccolo spot contro le donne maltrattate che, a Hollywood come a qualsiasi latitudine, non fanno mai male al perbenismo imperante. Soprattutto quando si tratta di difendere le categorie più fragili.

Resta comunque un film di buon livello in uno scorcio di stagione dove è raro incontrare perle di settima arte. Ci si consenta la licenza anche se in Italia approda su Sky che cinema non è, benché tale si ritenga pure nella denominazione, mentre negli Stati Uniti è uscito a Natale sul grande schermo. Bello anche l'album di fotografie che ritrae i reali protagonisti con le didascalie che raccontano lo stato attuale dell'arte. Peccato per una nuova dimostrazione di mancata originalità creativa ma ben venga un film come questo Ufficiale e gentiluomo stile terzo millennio con pianterelli da infante in aggiunta, che sta in piedi e cammina con le proprie gambe, riuscendo perfino a coinvolgere ed emozionare. In altre parole, a lasciare qualcosa.

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