I "concertoni" traslocano sui social

Da Gabbani alla Nannini, i cantanti continuano a esibirsi. Ma in Rete (e gratis)

La musica ha reagito subito. Prima una mitragliante e avvilente sfilza di annullamenti e cancellazioni. Una roba da distruggere un settore. Poi la voglia di ripartire. L'emergenza ha obbligato tutti a fare di necessità virtù e quindi, da Francesca Michielin in avanti, tanti hanno iniziato a mettere via social la propria musica. Da Paola Turci ad Alberto Urso. Da Piero Peù ai Modà a Nek. No, non semplicemente i brani, ma proprio i concerti, gli eventi, le parole. Un evento unico nella storia che senza dubbio nelle prossime settimane sarà destinato a diventare ancora più grande, ancora più massiccio. Sono piccole esibizioni, generalmente chitarra e voce, che sono destinate a diventare rarità. Li trovate su Instagram e su Facebook e praticamente spesso sono «on demand» ossia uno li può vedere quando vuole, mica soltanto in diretta. Ieri Gianna Nannini, una che non si tira mai indietro, si è esibita alle 16 in diretta dalla sua casa studio di Milano dove sono nate tante delle sue canzoni più famose. Piano e voce. Oppure voce e chitarra. E oggi bis alle 16. In attesa di vederla dal vivo nei prossimi mesi, lei ha cantato e ha raccontato gli aneddoti che si nascondono dietro la nascita di ogni brano importante. Due ore dopo di lei, anche Gigi D'Alessio ha fatto la stessa cosa. Un modo di condividere emozioni nel momento della solitudine obbligata, dell'obbligo di rimanere chiusi in casa in attesa di rivedere la luce. In fondo la musica leggera ha sempre avuto questo compito e, talvolta, lo ha assolto in modo importante, decisivo, persino patriottico. Senza fare paragoni, quando le truppe americane furono inviate in Europa durante la seconda Guerra Mondiale, le star del momento - da Glenn Miller a Ella Fitzgerald - incisero dischi fatti apposta per accompagnare i soldati in quella marcia di libertà e sofferenza. Si chiamavano «V disc», dischi per la vittoria. Senza inutile retorica, anche questi concerti in streaming sui social hanno la funzione di riunire il pubblico, di tenere insieme persone purtroppo obbligate alla solitudine domestica, magari lontano dai propri cari. Oggi saranno Enrico Nigiotti e Marco Masini a mettersi a nudo davanti a una piccola telecamera che poi trasmetterà online la musica, le battute, i pensieri. Un rito inedito che diventerà ancora più consolante nei prossimi giorni.

Uno dei primi a lanciare questa idea è stato il sito musicale Rockol attraverso la sua «anima storica» Franco Zanetti. Il progetto si chiama #iosuonoda casa e ha avuto l'appoggio di promoter importanti come F&P e Magellano, che hanno ufficializzato sui propri social il calendario di «A casa con voi». Sono stati i primi ma non gli unici. Tanti altri artisti, spesso di propria iniziativa, si sono messi online. Un bisogno di trovare e «sentire» il proprio pubblico ma anche di provare a infondere fiducia. Tommaso Paradiso e Calcutta hanno composto una canzone in diretta, Chiara Galiazzo ogni sera alle 18.30 canterà un proprio brano oppure una cover, Ghali ha fatto il critico tv commentando i programmi che trovava, Emma ha preparato una «torta che non esiste» e Samuel dei Subsonica è stato strepitoso in un dj set improvvisato dal salotto di casa. Certo, i soliti malfidati potrebbero pensare che siano bieche manovre per garantirsi qualche copia o qualche clic in più. Ma questo è un momento così particolare da obbligarci a lasciare da parte i pregiudizi. «Andrà tutto bene», come ha cantato Levante e tornerà a essere una «Vita meravigliosa» come cantava Diodato prima di vincere quella gara musicale così importante ma oggi idealmente così lontana: il Festival di Sanremo. Oggi il festival del pop è fatto di solidarietà e di vicinanza. Lo ha capito Fiorello. E lo ha capito naturalmente anche Lorenzo Jovanotti con il suo «Jova House Party». In poche parole una rivoluzione completamente inattesa che porta le posptar a casa di tutti. Dopo anni di indifferenza politica o di scarsissimo impegno sociale, la musica si è risvegliata da un «sonno dell'animo» che qualcuno trovava preoccupante. In fondo, le canzoni servono a rendere la vita migliore anche quando è difficile.

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