"Io, giudice ad Amici in uno show che è tornato alle origini"

Il principe è in giuria con De Martino e Stash. "Ho fatto cambiare idea a chi mi criticava"

"Io, giudice ad Amici in uno show che è tornato alle origini"

All'inizio i social lo hanno mitragliato. Ma poi. «Tre settimane fa non c'era neanche un commento positivo su di me, ora è molto diverso. Ma sono abituato alle critiche, anche a Ballando con le Stelle è stato così». Emanuele Filiberto di Savoia è uno dei giudici del serale di Amici su Canale 5, partito con ascolti alla C'è posta per te (28,3% di share, quasi 6 milioni di spettatori). Con lui Stefano De Martino e Stash dei The Kolors: «Non li conoscevo, ma siamo andati subito d'accordo, anche se non parliamo mai dei pareri che abbiamo espresso». Durante le prime due puntate Emanuele Filiberto ha dato giudizi molto sintetici, quasi tweet ben argomentati ed essenziali: «Amo la musica e sento questa responsabilità», spiega con la sua naturale pacatezza.

Quale responsabilità, scusi.

«Sono concorrenti che si giocano una grande opportunità, bisogna ascoltare e giudicare con attenzione».

Ascolta tanta musica?

«La mia formazione musicale è molto più internazionale che italiana, dopotutto ho vissuto all'estero per tantissimo tempo. Da Johnny Hallyday a Lenny Kravitz passando per Marianne Faithfull, queste sono a grandi linee le mie coordinate musicali. Ad Amici ho l'opportunità di conoscere le nuove tendenze. Ad esempio lo stile italiano mi sembra diverso da quanto ascolto negli Stati Uniti o in Francia, c'è molto più autotune mi pare».

E le piace?

«Diciamo che sto imparando».

È una delle nuove frontiere musicali.

«Sono cresciuto con il rock cantato anche da voci imperfette ma capaci di reggere l'impatto di uno stadio pieno. Ora siamo in un'altra fase».

Come la giudica?

«Sia Spotify che tutte le piattaforme di streaming puntano molto sulla singola hit, sul successo immediato. Ma sul lungo periodo credo che una sola hit non basti».

E poi ci sono i social.

«Un mondo nel quale il Papa ha meno follower di Kim Kardashian o un giovane esordiente è più seguito di Mick Jagger dei Rolling Stones. Sembra normale e bisogna accettarlo però fa impressione...».

Quando le è stato chiesto di partecipare ad Amici?

«Maria De Filippi mi ha mandato un sms un paio di mesi fa nel quale scriveva di avere una idea per me. Dopo un po' mi ha richiamato e mi ha spiegato meglio. Ho accettato perché mi piacciono i suoi programmi e mi piace come li presenta. Lei è una conduttrice per sottrazione, lascia molto spazio ai suoi ospiti e sono convinto che sia giusto fare così. Non ne posso più di presentatori o presentatrici che devono sempre mettersi in primo piano. Lei è la padrona di casa, la regina che muove le pedine quando le deve muovere. E questa edizione di Amici mi sembra tornare alle origini, è più immediata».

Tra gli insegnanti non mancano polemiche.

«Ognuno di loro è molto appassionato e crede nella propria squadra. Forse io non direi a una giovanissima ballerina che è negata e che non farà mai nulla nella vita, non è il mio modo di essere».

Come ha reagito alle critiche sui social?

«So di avere un cognome che può disturbare. Ma sono contento di aver fatto cambiare idea a tanti».

A proposito, le sue figlie che cosa ascoltano?

«A casa mia si ascolta soprattutto rap, ma di quello cattivo. Per fortuna Luisa accetta anche qualcosa che piace a me, chessò gli Stones o Bowie, è una soddisfazione sa?».

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