In Cina prémiere "chiuse" per Coronavirus: persi miliardi di dollari

La Cina, dopo gli Usa, è il secondo più grande mercato al botteghino, ma il cast dell'utimo ames Bond non farà, per paura del Coronavirus, prémiere o tour promozionali nel paese, come è già successo a "1917", "Jojo Rabbit", "Doolittle" e "Piccole Donne"

In Cina prémiere "chiuse" per Coronavirus: persi miliardi di dollari

L’ultimo capitolo della saga di James Bond si chiama "No Time to Die" (lett. in italiano, "Non c’è tempo per morire"). Letteralmente. Così i produttori hanno deciso di cancellare la prémiere cinese e un enorme tour pubblicitario pianificato nel paese per l’uscita del film a causa del micidiale Coronavirus.

Nessuno tra attori, troupe e staff se la sente di andare a rischiare di contrarre una fatale infezione batteriologica solo per andare a promuovere di persona il film e, nonostante la causa di produzione avesse già investito milioni di dollari in questa operazione, considerato quanto vasto sia il pubblico cinese amante dei film di James Bond, ha deciso che, tra assicurazione degli attori e di tutto il resto del cast, avrebbe perso anche di più in risarcimenti in cause legali multimilionarie, senza contare che tutti gli attori protagonisti di "No Time to Die", dal protagonista Daniel Craig al villain del film, Rami Malek, fino anche all’autrice della colonna sonora, Billie Eilish, hanno già fatto sapere che non hanno alcuna intenzione di presentarsi sul red carpet di Pechino.

Forfait assicurato, quindi, e di certo comprensibile anche perché, come fa sapere un insider della troupe al Sunday Times "anche se si prendessero tutte le precauzioni del caso, gli attori temono di poter finire in quarantena prima di tornare a casa, così, tramite i loro legali sono stati più che chiari nell’annunciare la loro assenza a produttori e distributori".

Daniel Craig e le altre star chiave del 25esimo capitolo dei film dedicati all’agente segreto più famoso al mondo dovevano recarsi in Cina per la prémiere del film fissata per aprile a Pechino, ma le notizie allarmanti che continuano ad arrivare dalla Cina, dove in tanti temono che l’epidemia abbia ucciso molto più persone di quanto il governo cinese dichiari nei bollettini ufficiali, ha fatto saltare tutti i piani di promozione del film in Cina dove attualmente più di 70mila multisale sono state chiuse proprio per evitare che la gente entri in contatto in luoghi chiusi dove è più facile che il virus si propaghi.

Ma non solo Pechino. Il tour promozionale doveva interessare tutta la Cina. C’erano in ballo centinaia di milioni di dollari di contratti firmati con i distributori cinesi ma tutto è interrotto in attesa di capire come evolveranno gli eventi.Con la Cina che è il secondo più grande mercato al botteghino dopo gli Stati Uniti, il Sunday Times ha affermato che la situazione potrebbe probabilmente far vacillare le aspettative di "No Time to Die" di essere il film con il maggior incasso di sempre nella storia di Bond. Tra l'atro, questo è anche il film in cui Daniel Craig veste per l'ultima volta i panni dell’agente 007.

"Quando alla stampa dici di aspettarti dal film un guadagno di almeno 1 miliardo di dollari in tutto il mondo, di solito non lo fai senza includervi una grossa fetta di quel totale proveniente dalla Cina", ha detto al tabloid un analista senior presso la società di ricerca sull'intrattenimento Exhibitor Relations.

Altri film di Hollywood che non verranno presentati in Cina a a causa del Coronavirus sono già stati "1917", "Doolittle", "Piccole donne" e "Jojo Rabbit", con perdite ingentissime per i loro produttori.

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