Jessica Chastain, il cine-asso pigliatutto

L'attrice parla de "Gli occhi di Tommy Faye": "La storia di una telepredicatrice"

Jessica Chastain, il cine-asso pigliatutto

C'è un film con Jessica Chastain in ogni festival. Dopo la presentazione a Venezia di Scene da un matrimonio, la serie tv ora su Sky tratta dall'omonimo film di Ingmar Bergman in cui l'attrice statunitense, nata 44 anni fa a Sacramento, giganteggia accanto a Oscar Isaac, ecco che la 16esima Festa del Cinema di Roma è stata inaugurata ieri con The Eyes of Tammy Faye (Gli Occhi di Tammy Faye) di Michael Showalter in cui l'interprete dai capelli rossi dà ancora una prova magistrale del suo talento. Bene ha fatto Antonio Monda, direttore della Festa, a dare ancora più spazio a Jessica Chastain con un partecipato incontro ravvicinato con il pubblico. Si poggia infatti interamente su di lei tutto il film che, basato su una storia vera diventata pure un documentario nel 2000, racconta, fra gli anni Settanta e Ottanta, la straordinaria ascesa, caduta e redenzione della telepredicatrice Tammy Faye Bakker che, con il marito Jim Bakker (Andrew Garfield) fondaò il successo sul più importante network televisivo religioso statunitense arrivando a un pubblico di 20 milioni di persone al giorno. «Sono cresciuta con loro vedendo in tv la parte dello scandalo e del gossip - racconta Jessica Chastain -. Così quando c'è stata l'opportunità sono stata contenta di condividere questa storia di cui sono anche produttrice».

Il film segue l'andamento classico della parabola dei personaggi che riescono a raggiungere una notorietà immensa salvo poi cadere nel baratro dell'oblio non appena vengono scoperti gli scandali finanziari, in questo caso del marito, che è ancora un predicatore, mentre lei è morta nel 2007: «Io non sono mai entrata in contatto con Jim Bakker, invece ho avuto vari scambi con i loro due figli perché volevo guardare lui nel film attraverso gli occhi di lei». Perché Gli Occhi di Tammy Faye fa molta attenzione a non buttarsi sul dileggio come i media che hanno fatto a pezzi il marito ma anche lei che invece sembrava avere una certa autenticità: «Spesso a Hollywood si fanno film in cui si prende in giro la religione, non è questo il caso. Sono certa che Tammy credesse in qualcosa di più grande che ci connette tutti e lo faceva chiudendo gli occhi e pregando. Comunque chi sono io per giudicare una persona? I fatti raccontano di una donna molto aperta, condizione che ho sottolineato imitando la sua risata larga, vicina al pianto. Certo non era una femminista ma credeva che le persone fossero tutte uguali», conclude l'attrice che ha già pronti altri tre film («Con il mio lavoro posso esplorare vari tipi di umanità») - e si appresta a girare una serie tv curiosamente su un'altra Tammy, la musicista country Tammy Winette.

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