K4U: "Youtube non conosce crisi perché ha un linguaggio universale"

Velia e Federica si conoscono all'Università e iniziano a confrontarsi sul mondo del web. Amano molto le interviste e hanno inventato un linguaggio nuovo per raccontare la musica, il cinema e le serie tv

Le K4U sono Velia e Federica, due giovani vlogger e creator romane, che si sono distinte sul web per la comunicazione a tutti i livelli su temi quali Web e Community, musica, serie tv e cinema. Nel 2016 sono state scelte da Twitter come inviate al Festival del Cinema di Venezia, poi sono sbarcate al Giffoni Film Festival e al Telefilm Festival a Roma e per Sky Cinema. Nel 2017 hanno raccontato a modo loro il Festival di Sanremo. Il 29 gennaio 2018 le K4U partecipano all’eccezionale incontro/dibattito “I giovani e la Rete” al Quirinale, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le due vlogger sono le protagoniste della nostra rubrica “Influencer e Web Star”.

Come scrivete nella vostra biografia, siete due amiche romane che ormai vivono a Milano...

“Questo lavoro, prima lo facevamo sempre da Roma durante l'Università. Quando studiavamo non ce la siamo sentita di fare il passo più lungo della gamba. Una volta presa la laurea questo per noi è diventato un lavoro a tempo. Abbiamo fatto un salto nel vuoto venendo a Milano, è passato un anno e mezzo ormai”.

Come nasce il vostro progetto?

“Quando eravamo all'Università ci confrontavamo spesso sul mondo degli youtuber. Un giorno siamo andati ad una convention e si è aperto un mondo. Abbiamo comunque iniziato un po' per curiosità e per gioco, poi piano piano dopo un anno siamo entrati in contatto con Show Reel Factory e le cose hanno preso un'altra piega, più professionale”.

Che ragionamenti avete fatto sui contenuti?

“Inizialmente abbiamo cercato di capire quello che c'era già su Youtube e poi abbiamo riflettuto sulla nostra possibilità di esprimerci. Abbiamo iniziato a fare i video seguendo i nostri interessi, come la musica, il cinema e le serie tv. Qui e lì abbiamo iniziato ad infilare qualche termine romano apposta perché ci teniamo molto al discorso dell'identità territoriale”.

E come sono andate le cose?

“All'inizio non sapevamo fare interviste, i tempi delle video da realizzare, insomma abbiamo cercato di imparare più possibile sul campo. Per questo è stato bellissimo poter fare delle esperienze ai grandi eventi cinematografici e al Festival di Sanremo. Il tempo con gli attori e i cantanti era limitato quindi doveva catturare l'attenzione e anche dare un taglio diverso alle interviste classiche. Abbiamo sempre cercato di andare oltre puntando sul lato ironico del personaggio, facendolo così giocare con noi”.

Al Quirinale nel 2018 avete partecipato al dibattito “I giovani e la Rete”, com'è la situazione oggi?

“Abbiamo visto tantissime volte nascere ed esplodere fenomeni web. Ad oggi Youtube rimane l'unica piattaforma che non conosce crisi. Ha avuto una rivoluzione all'interno ed è universale come target. Chiunque può guardarsi i video e c'è una scelta amplissima scelta di tutorial creativi che coprono tutte le generazioni. TikTok si basa su video con registrazioni doppiate e ballate, mentre su Youtube puoi raccontare una storia o può essere fonte di ricerca. C'è stato Snapchat che è stato surclassato da Instagram stories per condividere la quotidianità. Lo stesso è successo con TikTok che ha preso il posto di Vine. Tutto dipende dal target, se i ragazzini sono su TikTok mio padre, ad esempio, usa ancora Facebook per tenersi in contatto con le persone, si informa e legge”.

E qual è stata l'evoluzione del vostro canale Youtube?

“In questo periodo abbiamo reinventato il nostro canale e dopo un po' di tempo di attività assieme, abbiamo cercato di differenziarci e separare -sempre nello stesso canale - i nostri contributi. Proseguiamo con le nostre interviste, seguendo sempre il nostro linguaggio e stile, attraversando il mondo musica, del cinema e delle serie tv”.



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