Il kolossal Via Col Vento compie 80 anni. Ma non li dimostra

“Via col Vento”, uno dei film più famosi e visti di tutti i tempi, ha compiuto 80 anni. Il suo fascino immortale è legato non solo alla perfezione tecnica e alla storia travolgente, ma anche a una miniera di aneddoti

Il kolossal Via Col Vento compie 80 anni. Ma non li dimostra

Il 15 dicembre 1939, ad Atlanta, venne proiettato per la prima volta il kolossal “Via Col Vento”. Il film riscosse fin da subito un enorme successo di critica e di pubblico, aggiudicandosi 10 premi Oscar tra cui quello per la “Miglior Attrice” a Vivien Leigh e quello per la “Miglior Attrice non Protagonista” a Hattie McDaniel. Un record che venne battuto solo dal film “Ben Hur” che nel 1959 vinse 11 statuette. “Via Col Vento” è una storia d’amore, di guerra (quella di Secessione americana), di coraggio e perfino di illusione (il sentimento che Rossella crede vi sia tra lei e Ashley Wilkes) nata dalla penna di Margaret Mitchell nel 1936. Rossella O’Hara è un’eroina unica nel suo genere, diversa da tutte quelle che l’hanno preceduta.

Nel suo destino non vi è espiazione, né pentimento. Rossella non si lascia travolgere dai suoi difetti, dagli errori commessi, dalla paura per il futuro. Si rialza sempre a ogni caduta come la città di Atlanta di cui è personificazione. Sia la stesura del romanzo che la lavorazione del film hanno generato così tanti aneddoti e curiosità da riempire libri interi. Tgcom24 ne ricorda alcuni. Oggi fatichiamo ad associare al personaggio di Rossella un volto che non sia quello della bravissima Vivien Leigh. Eppure non fu semplice trovare un’attrice che potesse impersonare un ruolo tanto sfaccettato. Vennero provinate 1400 candidate prima che la Leigh riuscisse a spuntarla. Sembra che alla fine fossero rimaste in lizza solo lei e Paulette Goddard, ma quest’ultima avrebbe perso il ruolo perché non riuscì a dimostrare di essere sposata con Charlie Chaplin, con il quale aveva una relazione. Per Louis Mayer, capo della MGM, una convivenza senza matrimonio era uno scandalo.

Se ci chiedessero chi fu il regista di “Via Col Vento” non avremmo esitazioni nella risposta: Victor Fleming. In realtà Fleming ebbe un esaurimento nervoso durante le riprese e venne sostituito da Sam Wood. Non solo. Dietro la macchina da presa doveva esserci George Cukor, ma venne licenziato poco dopo l’inizio della lavorazione. Ufficialmente il motivo di questo allontanamento era un'eccessiva lentezza. Elle però, iporta delle indiscrezioni secondo cui Clark Gable si rifiutò di lavorare con Cukor perché questi aveva dichiarato la sua omosessualità.

Chi non rammenta il bacio appassionato tra Rhett e Rossella? Ecco, cercate di tenervi stretto questo ricordo anche dopo la prossima rivelazione. Clark Gable usava una dentiera. L’attore era stato colpito da un’infiammazione gengivale che gli costò la perdita dei denti e una conseguente alitosi. Per Vivien Leigh non fu facile girare quella scena ai nostri occhi così naturale e romantica.

Alla fine del film, quando Rossella implora il marito di non lasciarla, confessandogli il suo amore e chiedendogli cosa sarebbe stato di lei se lui l’avesse abbandonata, Rhett risponde: “Frankly my dear, I don’t give a damn”. Una frase forte, piuttosto volgare, che dovette affrontare la censura in patria e venne ammorbidita nel doppiaggio italiano con un più ironico “Francamente me ne infischio”. Per girare l’iconica scena dell’incendio di Atlanta vennero bruciate le scenografie di alcuni set precedenti, come quello del film “King Kong” (1933). Inoltre l’uso del Technicolor favorì un effetto cromatico vivido e realistico per l’epoca. Il rosso dominante del fuoco coinvolge emotivamente lo spettatore ancora oggi, nonostante l’abitudine ai più moderni effetti speciali.

“Via col Vento” termina con la morte di Melania, dolcissima moglie di Ashley e sincera amica (e cognata) di Rossella. Nella realtà, però, l’attrice che interpretò il personaggio, ovvero Olivia De Havilland è l’unica tra i protagonisti a essere ancora viva. A luglio di quest’anno, infatti, ha compiuto 103 anni. Quando il film arrivò in Italia per la prima volta non era doppiato, bensì sottotitolato. Il doppiaggio, infatti, avrebbe richiesto sforzi e costi notevoli, per cui gli italiani sentirono per la prima volta le voci di Rhett e Rossella in italiano solo a partire dal 1951. Il compenso di Vivien Leigh fu di 25mila dollari per 125 giorni di lavoro consecutivi, mentre Clark Gable ne guadagnò 120mila per 71 giorni di riprese intervallati da pause. È evidente la disparità di trattamento tra attori. Del resto all’epoca Gable era già un divo, Vivien Leigh, invece, aveva alle spalle una carriera ancora troppo breve e incerta.

Impossibile dimenticare il personaggio di Mami. Un ruolo iconico, recitato in maniera magistrale e per il quale l’attrice Hattie McDaniel vinse l’Oscar. A sostenere la candidatura della McDaniel durante i provini fu proprio Clark Gable, che ne ammirava la tecnica recitativa. Fu la prima attrice afroamericana ad aggiudicarsi la statuetta. In questa vittoria, tuttavia, vi è una contraddizione di fondo. Nel 1939 alla prima di” Via col Vento” ad Atlanta Hattie non poté partecipare. A quei tempi negli Stati Uniti vigeva ancora una rigida segregazione razziale. Per vedere di nuovo un’attrice di colore con l’Oscar in mano dovremo aspettare il 1990 con la vittoria di Whoopi Goldberg come “Miglior Attrice non Protagonista” per il film “Ghost”.

Nel libro Margaret Mitchell usò più volte la parola spregiativa “nigger” in relazione a personaggi di colore. Per questo motivo l’opera fu accusata di “razzismo linguistico”, come ricorda il magazine Elle. Il produttore Selznick decise di lasciare questo termine nella prima versione della sceneggiatura, ma fu costretto a toglierlo dopo le accuse di “filo-colonialismo”. A dire il vero, però, la parola veniva usata nel film solo dai personaggi di colore per chiamarsi tra loro. Selznick omise anche i riferimenti al Ku Klux Klan, ben presenti nel libro, per evitare ulteriori polemiche. (Ricordate la scena in cui Rossella viene aggredita e il marito Franco Kennedy con Ashley tornano sul luogo dell’aggressione per vendicarsi? Nell’opera della Mitchell quella vendetta è frutto dell’azione del KKK di cui Ashley e Franco sono membri).

Infine è rimasta un mistero la morte di Leslie Howard, l’attore che interpretò Ashlley Wilkes.

Il primo giugno 1943 il suo aereo diretto in Inghilterra da Lisbona fu abbattuto in circostanze mai chiarite da una squadra di Junkers Ju 88 della Luftwaffe. Pare che Howard fosse una spia per conto del governo inglese e che nel suo ultimo viaggio avesse portato un messaggio con cui Churchill chiedeva al generale Franco di rimanere fuori dalle forze dell’Asse.

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