L’Ucraina lotta contro Putin anche con la musica

Aperto oggi a Torino L’Eurovision Song Contest. La Kalush Orchestra data per favorita con la canzone “Stefania”: un inno alle madri sotto le bombe. La Russia esclusa

L’Ucraina lotta contro Putin anche con la musica

Stavolta, no, non sono solo canzonette. Oggi pomeriggio è cominciato ufficialmente a Torino l’Eurovision Song Contest, la gara musicale più importante del mondo organizzato dall’Unione europea di radiodiffusione. Sulla passerella azzurra nel bellissimo giardino della Venaria Reale sono sfilati gli artisti dei quaranta paesi europei (e non solo) in gara. Sorrisi, colori, “ehi guys”, abiti eccentrici, pettinature assurde, paillettes, piume, balli, canti, maschere, baci, abbracci con la presentazione di Gabriele Corsi, Mario Acampa, Laura Carusino e Carolina Di Domenico. Ma questa è l’evidenza, la parte colorata, la gioia di una città, Torino, che vuole fare festa. Dietro, però, c’è l’ombra della guerra. Platealmente manifestata dal numero 41-1.

Quarantuno avrebbero dovuto essere le nazioni in gara: ma non c’è quella russa, squalificata per protesta contro la guerra. Insomma, la mega manifestazione manda un chiaro messaggio politico. Anche se sono solo canzoni, la musica universale sta dalla parte dell’Ucraina, contro l’invasore Putin. Per questo l’evento che per tanti anni è stato snobbato, considerato kitch quest’anno assume un significato particolare. Già si era guadagnato la medaglia di “cool” con la vittoria dei Maneskin lo scorso anno, portando il nome dell’Italia in giro per il mondo. Poi, con l’avvento della guerra, si è trasformato in un momento di importanza planetaria. Un messaggio di pace, ma anche una chiara presa di posizione. Di diritti e democrazia ha parlato per esempio il presidente della regione Piemonte Alberto Cirio. E non c’è da pensare che i vertici russi se ne freghino della musica: basta ricordare che nel 2016 lo scontro tra Russia e Ucraina (che si era già visto nelle edizioni precedenti dell’Eurovision) arrivò al suo apice quando vinse l’ucraina Jamala (grazie alle votazioni delle giurie) contro Sergey Lazarev che aveva trionfato al televoto. La canzone di Jamala “1944” parlava delle persecuzioni dei tartari ad opera di Stalin… E ora tocca ai ragazzi della Kalush Orchestra tenere alto il nome del loro Paese devastato dalle bombe: oggi pomeriggio hanno sfilato tra i primi avvolti nei colori gialli e blu della bandiera dell’Ucraina. Non hanno parlato dell’invasione della loro patria, sulla passerella, non era il momento, l’hanno fatto già molto nei giorni scorsi, però il messaggio del loro brano è chiaro: “Stefania” (un mix di musica tradizionale e moderna) è un omaggio alle mamme, che si può interpretare facilmente come un inno alla mamma in assoluto, la madrepatria.

Diventato ora un omaggio alle madri ucraine che da due mesi proteggono i loro bambini sotto le bombe. «La mamma è il cardine della nostra canzone - hanno raccontato ieri ai giornalisti dopo aver cantato in Piazza Palazzo di Città in mezzo ai passanti- Sul palco del Palaolimpico noi avremo tre immagini che rappresentano la mamma: i suoi occhi, le sue mani, le sue lacrime. Sono tre elementi che esprimono bene come si sentono le nostre madri in questo momento, hanno gli occhi pieni di lacrime, ma al tempo stesso non si perdono d’animo e con le braccia fanno di tutto per mettere al sicuro i loro figli». La band - che si esibirà nella prima semifinale di martedì - è superfavorita, i bookmaker la danno per vincente a 1,70 e risulta la più gettonata tra gli scommettitori: il 34 per cento punta su “Stefania”. Al secondo posto tra i papabili vincitori nella finale che si terrà sabato al PalaOlimpico i nostri beniamini Mahmood e Blanco che in quanto paese ospitante non devono passare per le forche caudine delle semi-finali. Passaggio che invece dovrà affrontare Achille Lauro, rappresentante di San Marino, escamotage inventato per partecipare all’Eurovision nonostante non abbia vinto il Festival di Sanremo. Con la particolare situazione per cui gli italiani potranno votare per lui, ma non per Mahmood e Blanco (perché non si può votare per i rappresentanti del proprio paese).

La loro passerella, a chiusura della cerimonia di apertura, è stata interrotta da un ambientalista che si voleva avvicinare per protestare per l’ambiente, subito bloccato dagli agenti di sicurezza. Riccardo (Blanco) non si è scomposto “Mi piacciono queste cose”, ha scherzato. Alessandro (Mahmood) vestito con due immensi pantaloni viola ha chiuso con un “Riccardo (che deve ancora imparare l’inglese) I love you”. La manifestazione entrerà nel vivo martedì sera, quando gli spettatori potranno vedere la prima della semifinali su Raiuno con la conduzione di Laura Pausini, Alessandro Cattelan e Mika. E potranno seguirla anche su Radio due. Seconda semifinale giovedì e sabato grande serata con la proclamazione del vincitore e attesissimi ospiti i Maneskin, dove presenteranno il loro ultimo singolo “Supermodel”. E, per capire, quanto interesse c’è, basta pensare che un semplice “rutto” scappato in conferenza stampa sabato a Mahmood ha fatto il giro dei social. Del resto è l’evento non sportivo più seguito al mondo: [ i dati di ascolto degli ultimi anni a livello internazionale sono stati stimati tra 100 [ e 600 milioni di persone. Intanto a Torino da giorni è tutto un pullulare di concerti, manifestazioni, feste. E si, prova, per qualche momento, a dimenticare la guerra.

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