«Con Ligabue porto la magia della taranta in giro per il mondo»

Antonio LodettiDalla curiosità, dal gioco è nata la passione, lo studio per una tradizione folklorica lontana dalla propria ma irresistibilmente ammaliante come quella salentina. Così Phil Manzanera, storico chitarrista dei Roxy Music, s'è innamorato della Taranta ed è diventato maestro concertatore dell'ultima Notte della Taranta, svoltasi lo scorso agosto davanti a 200mila persone (tra i protagonisti Ligabue, Paul Simonon, Tony Allen) di cui è appena uscito il disco, che Manzanera ora porterà in giro per il mondo con numerose iniziative.Caro Manzanera come ha scoperto la Taranta così lontana dai suoi orizzonti?«Io e Brian Eno, oltre ad essere rimasti n contatto, abbiamo lo stesso agente, ed è stato lui a consigliarmi di ascoltare questa musica così fisica e travolgente. E ne sono rimasto assolutamente colpito».Da che cosa in particolare?«Non avevo mai sentito la Pizzica e cose del genere. Ho ascoltato l'Orchestra di Melpignano e poi numerosi artisti che suonano la Taranta. Mi ha colpito soprattutto il ritmo indiavolato, i tamburelli; io amo la tradizione anglo-irlandese ma questa forma di suono popolare mi ha affascinato».Così ha accettato l'incarico...«Sì, e all'inizio ero molto preoccupato. Prima di tutto mi sono documentato, ho letto molti libri sull'argomento, ho ascoltato registrazioni sul campo che risalgono al 1953 e sono rimasto sempre più coinvolto dal progetto. Il problema è stato soprattutto quello di rispettare la tradizione innestando un pizzico di innovazione. Certo che esibirsi davanti a 200mila persone è una cosa che lascia il segno».Come è stato lavorare con Ligabue?«È una megarockstar italiana ed è molto disponibile a recepire nuove emozioni. La notte della Taranta è un magico viaggio musicale ma soprattutto è un incontro tra artisti che diventano immediatamente amici, tra di loro e con il pubblico stesso».Dopo l'omonimo album lei ha altri progetti sulla Taranta...«Porterò in concerto una selezione dei brani della Taranta più rappresentativi. Partirò in aprile e poi voglio produrre anche un documentario sull'argomento e scrivere un libro».Ha nuovi progetti?«Per il momento continuo la tournèe con David Gilmour che mi sta dando grandi emozioni. Poi, siccome sono innamorato della cultura musicale di mezzo mondo, sto preparando un disco con tanti musicisti sudamericani. Ci sarà Robert Wyatt ma anche interessanti rapper messicani e colombiani che cantano in spagnolo e sono molto aggressivi ma al tempo stesso molto musicali».Un ritorno dei Roxy Music?«Non si sa mai; vedo abbastanza spesso Eno e Andy MacKay.

I Roxy Music, come David Bowie, sono stati un emblema della musica che coniugava l'arte e la moda, quello che alcuni chiamavano glam. I Roxy sono stati un gruppo dall'estrema libertà creativa, questo è stato il nostro maggior pregio».

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