L'Orso "da Vinci" vale 10 milioni

Il disegno di Leonardo (sette per sette centimetri) comprato da privati

Dieci milioni di euro per un disegno che misura appena sette centimetri per sette. Tutto è lecito se è autografato da Leonardo da Vinci ed è uno dei soli otto pezzi sul mercato ancora in mani private. L'asta Exceptional Sale, che Christie's ha battuto ieri sera a Londra e di cui l'opera del da Vinci era il lotto principale, ha fatto clamore. Il piccolo studio di Testa di orso, un disegno a punta d'argento su carta realizzato da Leonardo intorno al 1480, è stato aggiudicato da un collezionista in sala: meno di un minuto, un'unica offerta e nessun rialzo anche perché la base d'asta era già notevole (4 milioni di sterline). In molti erano pronti a scommettere sul «record dei record» di 12 milioni di sterline: il botto non c'è stato, ma la cifra di 8.857.500 pounds, pari ai nostri 10.327.845 euro, è comunque ragguardevole. Chi avrà osato tanto? «Un trust familiare», commenta la casa d'aste. Il valore dell'opera, nonostante le ridotte dimensioni, è legato alla fortuna dei disegni del da Vinci: Leonardo ha schizzato, annotato e disegnato moltissimo, abbiamo la possibilità di comprendere il suo metodo di lavoro proprio dalla quantità di appunti e manoscritti rimasti, conservati nella Royal collection della famiglia reale britannica, o nel cosiddetto Codice Atlantico dell'Ambrosiana di Milano (mentre l'unico codice leonardesco in mano privata è il Leicester, che appartiene a Bill Gates). Se ogni disegno del da Vinci è prezioso questa Testa di orso ha la particolarità di essere stata realizzata con la tecnica della punta d'argento su carta spazzolata da ossa polverizzate di animali. Una tecnica complessa, che non lascia margine ad alcun errore poiché la mina è finissima: il da Vinci la apprese nella feconda bottega fiorentina di Andrea del Verrocchio, suo maestro. Il disegno, oltre a testimoniare la passione di Leonardo per il mondo animale, fa parte di un quadrittico costituito da Due studi di un gatto e un cane, che si trovano al British Museum, e Un orso che cammina e Studi su una zampa di cane, conservati alla National Gallery of Scotland.

Un'altra suggestione che giustifica il valore del disegno è l'ipotesi che sia una delle fonti di ispirazione della celeberrima Dama con l'ermellino. Gli studiosi ritengono infatti che lo studio di questa testa di orso sia di poco antecedente alla partenza dell'artista da Firenze per conquistare la corte di Ludovico Sforza a Milano con la poliedricità delle sue proposte e del suo talento.

La spigolosa testa dell'orso appare in effetti molto simile al muso dell'ermellino tenuto in braccio dalla elegantissima dama, al secolo Cecilia Gallerani, che di Sforza era l'amante.

Dubbi di autenticità sull'opera non esistono: il piccolo orso da record è stato esposto in diversi musei del mondo, inclusa la grande mostra alla National Gallery di Londra di dieci anni fa dedicata al genio italiano.

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