Michele Santoro: "Torno sul mercato, addio a Servizio Pubblico"

Il conduttore manda in pensione il suo programma: "Adesso voglio fare altro"

Michele Santoro: "Torno sul mercato, addio a Servizio Pubblico"

Michele Santoro va sul mercato, le idee che ha sono tante, "mi auguro che possano interessare, possano piacere, a Rai, Sky, Cairo". Lo ha annunciato lo stesso giornalista e conduttore televisivo durante una lunga conferenza stampa alla vigilia del via ad Announo, programma che partirà giovedì 21 su La7 per quattro settimane, per poi lasciare lo spazio, il 18 giugno, all’ultima puntata stagionale di ’Servizio pubblicò. E il 18 giugno sarà anche l’ultima puntata in assoluto di questo talk firmato da Santoro.

"Nei miei cassetti c’è tutto, ci sono tantissime idee - ha detto il conduttore, nell’incontro tenutosi presso la sede dell’Associazione della stampa estera in Italia -, noi facciamo cose straordinarie, agli altri lasciamo le cose ordinarie". Santoro ha anche sottolineato che un eventuale nuovo programma "può anche essere itinerante", e comunque al di sopra di ogni cosa c’è la consapevolezza che "nessuno ci può censurare, ed in qualunque momento possiamo mettere in piedi un programma".
Tante idee, ma anche l’esigenza di trovare "le possibilità di realizzarle", a cominciare ovviamente dalle risorse finanziarie. "Non farò più, o almeno per un periodo importante, decine e decine di puntate di uno stesso programma", ricordando che ad esempio Servizio pubblico ha significato oltre cento puntate. "È giusto che ’ci schiodiamò ed andiamo a fare altro", ha detto inoltre.

E per quanto riguarda la chiusura di Servizio pubblico, confermato che l’appuntamento sartà in una piazza di Firenze, "non chiederemo il biglietto per entrare ma che ognuno porti qualcosa di colore rosso. Santoro ha tenuto inoltre a difendere i talk di approfondimento, ritenendoli tuttora necessari alla formazione di una coscienza, sottolineando che i talk hanno capacità di formare una opinione, e se effettivamente non contassero niente, come molti insistono a dire non sarebbe nato un personaggio come Salvini".

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