The Morning Show, com’è la prima serie tv di Apple

The Morning Show, nuova serie tv di Apple, con Jennifer Aniston, Steve Carell e Reese Witherspoon, racconta di uno scandalo in epoca #metoo e della crisi del mondo dell’informazione

The Morning Show, com’è la prima serie tv di Apple

The Morning Show è uno dei primi prodotti di Apple TV+, il servizio streaming di Apple che entra subito forte nella battaglia contro le altri grandi del settore.

Da alcuni giorni è possibile abbonarsi al servizio streaming che Apple ha creato per i suoi nuovi contenuti originali. Si tratta di una piattaforma con serie tv che hanno un taglio diverso rispetto a quelle che fino ad ora abbiamo avuto modo di vedere su Prime Video o Netflix. Nel progetto del colosso di Cupertino, infatti, sono stati coinvolti fin da subito grandi nomi come Steven Spielberg, J.J. Abrams, Jennifer Aniston e Reese Witherspoon. In particolare le ultime due sono alla guida di uno dei primi prodotti rilasciati, in qualità di produttrici esecutive e attrici protagoniste. Parliamo di The Morning Show, serie tv composta da dieci episodi ma di cui per il momento sono stati resi disponibili solo i primi tre, i restanti usciranno nel corso delle prossime settimane, di cui l’ultimo il 20 dicembre.

Apple ha investito molto per mettere insieme grandi nomi e realizzare contenuti originali, e il risultato si vede. In questa serie tv, oltre a Jennifer Aniston e Reese Witherspoon, ci sono anche Steve Carrell e Billy Crudup, affiancati poi da altri volti noti del cinema e della tv. La storia, che inizialmente era stata pensata in chiave comica, è un dramma che si svolge a New York, più precisamente nello studio di uno dei programmi più seguiti negli Stati Uniti al mattino, dal nome appunto The Morning Show.

La trama segue le vicende di uno scandalo sessuale che coinvolge il presentatore Mitch Kessler, interpretato da Steve Carrell, il quale ha avuto rapporti con diverse donne facenti parte lo staff della trasmissione. Lo scandalo, visto il ruolo di spicco ricoperto da Kessler, travolge tutti, compresa la sua partner di lavoro, Alex Levy, interpretata da Jennifer Aniston. Parallelamente assistiamo all’ascesa di una vivace e determinata reporter di provincia, Bradley Jackson, ruolo affidato a Reese Witherspoon.

La serie tv riporta in modo accurato le reazioni dei personaggi coinvolti nella vicenda. Kessler sostiene la sua posizione, ma si trova subito senza lavoro, isolato e dentro la “prigione dell’opinione pubblica”. Alex deve farsi carico dello show da sola, prendendo le distanze dal collega con cui ha lavorato per 15 anni e cercando allo stesso tempo di rimanere sulla poltrona che ha conquistato. Con grande sforzo resiste all’impatto, ma ne esce cambiata, con una visione nichilista delle persone, a volte sbagliando, come nel caso di Bradley Jackson, a volte traendo da questo approccio la forza necessaria per farsi valere in qualità di donna, come nel confronto con i dirigenti del canale. Il network, dal canto suo, guarda all’evolversi della situazione in modo cinico, interessato solo a sfruttare la notizia, se pur cattiva, per aumentare lo share.

Ma The Morning Show è anche, e soprattutto, una serie tv sul mondo del giornalismo. Abbiamo detto della visione cinica del network che sfrutta anche le notizie contro i propri dipendenti per trovare ascolti e quindi profitti dalla vendita di spazi pubblicitari, non interessato alle conseguenze di quanto sta accadendo nel proprio show, soprattutto a livello umano. Ed è in un ambiente così confusionario che riesce ad emergere il personaggio della Witherspoon. Scevra dal giudizio altrui dice il suo pensiero e non intende piegarsi a direttive superiori. Un comportamento che l’ha confinata per molto tempo in una televisione locale, ma che l’ha portata ora al successo. Il suo idealismo è orientato a portare l’informazione ad essere di nuovo autorevole e veritiera, superando la bassa qualità e le fake news che l’hanno caratterizzata negli ultimi anni.

Fino ad ora tre episodi di grande livello, chiari e interessanti, che affrontano le dinamiche dell’epoca #metoo e della parità di genere, ma anche la crisi del mondo dell’informazione e i rapporti umani. Un assaggio di quello che sarà il lavoro di Apple nel mercato dei contenuti in streaming e che fa ben sperare per la qualità futura a cui dovranno adeguarsi i suoi competitor.

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