È morto William Trevor, cantore dell'Irlanda

Vinse il Whitbread Prize tre volte e più volte fu candidato al Nobel per Letteratura

Un vero gentiluomo, e un grande artigiano della scrittura. Solitario, riservatissimo. Vinse il Whitbread Prize tre volte (e quattro volte fu finalista al Booker Prize...) ed era da tempo candidato al Premio Nobel per Letteratura. Lo vincerà in un'altra vita...

Maestro del racconto breve - ma oltre i romanzi scrisse anche opere per il teatro, la radio e la televisione - lo scrittore irlandese William Trevor (che il realtà si chiamava William Trevor Cox) è considerato uno dei nomi più belli della letteratura in lingua inglese, autore pluripremiato di racconti e romanzi che hanno narrato l'Irlanda e i suoi cambiamenti nel corso del secondo Novecento. La sua vita era raccontare storie, battendole su una delle sue sette macchine per scrivere, con passione e con cura. «Sento di dover raccontare una storia nel miglior modo possibile - disse una volta, a tarda età, in una delle sue rare interviste -; è difficile spiegare il mio stile con categorie accademiche. Semmai è più vicino ai sentimenti, tutto si regge su un equilibrio fragile che nemmeno io capisco, eseguo solamente».

Pubblicato in Italia dalla casa editrice Guanda (che ha in catalogo tra gli altri Giochi da ragazzi, Morte d'estate, Il viaggio di Felicia, uno dei suoi libri più famosi, anche per la trasposizione cinematografica che ne fece nel 1999 il regista Atom Egoyan, Uomini d'Irlanda e Peccati di famiglia), Trevor era nato a Mitchelstown, nella contea di Cork, nel 1928, e trascorre tutta la sua adolescenza nella provincia irlandese (ma frequentò il Trinity College a Dublino), poi scelse l'Inghilterra.

Tra i primi romanzi che lo portarono al successo, ci fu The Old Boys (1964), romanzo sulla rivalità e i conflitti di un gruppo di ottuagenari, un tempo compagni di scuola. Un esempio perfetto della sua narrativa, che privilegia figure di eccentrici, sconfitti ed emarginati, descritti con scaltra misura e ironico distacco. Come, tra tanti altri titoli che si possono citare, i protagonisti del romanzo La mia casa in Umbria - regione molto amata da Trevor, dove trascorse lunghi periodi di vacanza, e l'Italia lo ha anche «ripagato», premiandolo col Premio Internazionale Nonino nel 2008) - diventato un film per la televisione del 2003, diretto da Richard Loncraine e interpretato fra gli altri da Maggie Smith e Chris Cooper.

Trevor da moltissimo anni ormai, dal 1950, viveva nel Devon, nel sud-ovest dell'Inghilterra. Però letterariamente non abbandonò mai la sua Irlanda. Continuò a raccontarla con la passione di chi, benché distanziato dall'«esilio», si dimostra incapace di distoglierne lo sguardo. E da lontano ne sapeva distinguere meglio di chiunque altro i suoi pregi e le sue mancanze.

RC

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