La musica senza tempo del Quartetto Cetra

Per la prima volta in dieci cd l'opera del gruppo tra jazz, radio, televisione e molte rarità

La musica senza tempo del Quartetto Cetra

Quando da noi non c'era ancora la televisione loro imperversavano sulla Bbc e sui canali televisivi dell'Avana e di Caracas. Facevano buona musica - incrociando tutti i generi, dal jazz alla rivista alla canzone per bambini - con garbo ed eleganza. Parliamo del Quartetto Cetra, un mito della musica leggera (ma non solo) italiana. Carlo Savona - figlio di Virgilio Savona e Lucia Mannucci e curatore dell'archivio Savona/Mannucci-Quartetto Cetra - mette a disposizione i rari (e spesso inediti) 78 giri del gruppo vocale in un bellissimo box di dieci cd ricco di buona musica e curiosità, Gli Anni Fonit Cetra in 228 Canzoni (1941-1958). «Queste canzoni - racconta Savona - hanno fatto la storia della musica italiana durante la guerra e nel primo dopoguerra e non sono mai uscite in cd. Ora le pubblico nel centenario della nascita dei miei genitori e per il pubblico dei fan che è molto nutrito anche tra i giovani».

Che storia quella del Quartetto Cetra, che all'inizio era un gruppo solo maschile con Enrico De Angelis ed Enrico Gentile ad accompagnare Savona e il pirotecnico Tata Giacobetti. Poi arrivò Felice Chiusano al posto di Gentile, partito per il militare. Lucia Mannucci all'epoca era una cantante solista di buon successo, che pubblicò il suo primo disco nel 1942 incidendo le leggere Il nanetto del boschetto e Sulle onde della radio. Era una entertainer che piaceva a tutti, tanto che in questa raccolta è inserito un cd con tutte le sue canzoni soliste. Ci sono anche alcuni brani mai pubblicati della Mannucci e incisi con Natalino Otto (tra i quali Notturno per due scritta dall'ineffabile coppia Chiosso-Buscaglione) che faranno la felicità dei fan e degli studiosi. Tra le rarità c'è anche un provino di La leggenda di Radames, pezzo che il Quartetto aveva in repertorio dalle origini ma che venne inciso solo con l'ingresso in formazione di Felice Chiusano. Con l'ingresso di Lucia Mannucci il Quartetto Cetra divenne il primo gruppo vocale misto in Europa, e si fece conoscere per la sua versatilità. Tra brani d'autore e pezzi scritti da Savona e Giacobetti (spesso con l'ausilio del grande Gorni Kramer) il gruppo divenne un'attrazione fissa dell'Eiar (la radio nazionale dell'epoca, dove praticamente si conobbero e si incontrarono) e poi della televisione e del musical. «Riascoltando - dice Savona jr - le incisioni di mia madre che, per tutta la sua lunga carriera, fu anche una splendida cantante solista, ho pensato che la raccolta sarebbe stata più completa e interessante inserendo anche un cd dedicato a lei». Ci sono quindi pezzi solisti come Cantando un blues e I Got the Sun In the Morning di Irving Berlin.

Il gruppo era inarrestabile e aveva un repertorio enorme (qui ci sono oltre 200 brani ma il loro tesoro è ancora cospicuo), ora diviso in cd tematici. Non solo Nella vecchia fattoria, uno dei pezzi storici, ma anche tante chicche. I dischi sono divisi per tematiche e il primo è dedicato alle «Fiabe ritmiche», di cui erano maestri con brani quali La partita di calcio, Che t'ha portato la Befana, Pierino e il lupo, Fausto e Gino, dedicata a Coppi e Bartali. A proposito di ciclismo, il Quartetto nel '46 fu protagonista della trasmissione radiofonica Giringiro, che accompagnava il Giro d'Italia. Tra le curiosità c'è Crapa Pelada, un brano di difficilissima esecuzione del Quartetto ancora maschile.

Interessante il periodo del Quartetto maschile (1941 - 1945) con Il Visconte di Castelfrombone (una delle loro prime incisioni) e classici come Candy e Pietro Vughi il ciabattino. Il Quartetto era celebre anche per le canzoni in scena e per le parodie e qui ce n'è un'ampia selezione, dall'indimenticabile Vecchia America a In un palco della Scala passando per le meno note Passa la prima Milano - Sanremo e I pompieri di New Orleans. I Cetra non mancarono certo al Festival di Sanremo, dove con la loro eleganza portarono brani come Aveva un bavero, Cirillino, Un diario, ma furono anche campioni, oltre alle canzoni melodiche, della ballata jazz e dello swing, tracimando con le loro bellissime voci anche nei territori del boogie woogie. Senza dimenticare le canzoni in lingua originale (disco 4) che comprendono riletture dei Gershwin (S'Wonderful e I Got Rhythm), Honeysuckle Rose di Fats Waller e Night and Day di Cole Porter. Ci sono poi i Cetra cantautori (disco 7 e 8) con i brani scritti da Savona e Giacobetti (Concerto jazz a Mosca e Un disco dei Platters) e quelli scritti in collaborazione con artisti come Trovajoli, Danzi e il sempre presente Kramer. Un viaggio salutare nella storia della nostra musica e del nostro Paese (doppiarono anche alcuni film di Walt Disney e parteciparono ad alcuni film «musicarelli») per un gruppo eclettico come pochi.

«Nel dopoguerra e negli anni '50 - scrive Savona - i Cetra, prima della diffusione della televisione in Italia, furono incontenibili e non c'è settore della canzone e dello spettacolo a cui non abbiano saputo dare un contributo originale e soprattutto inimitabile». E non è una frase di parte.

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