"Come tutto iniziò. Io, prima vittima di Epstein a 13 anni"

E' uscito il 31 marzo "Relentless Pursuit", il libro sulla vita criminale del pedofilo Jeffrey Epstein. Nel libro, Bradley Edwards riporta diverse testimonianze delle vittime del milionario, tra cui quella della sua prima vittima, una donna che ha raccontato di essere stata adescata dall'uomo a soli 13 anni

"Come tutto iniziò. Io, prima vittima di Epstein a 13 anni"

Jeffrey Epstein ha adescato e abusato di tantissime minorenni in un lungo lasso di tempo. Coperto da amici potenti e dipendenti ben retribuiti per il loro silenzio, il milionario pedofilo ha portato avanti il suo piano diabolico come il leader di quello che il legale Bradley Edwards definisce un vero e proprio “culto”. Il 31 marzo 2020 è uscito Relentless Pursuit, il libro sui crimini commessi da Epstein, scritto da Edwards. L’avvocato che per primo ha iniziato a dare la caccia al finanziere americano, nel libro ha riportato le importanti testimonianze di alcune delle vittime dell'uomo. Tra loro troviamo anche Virginia Giuffre. La donna ha accusato il principe Andrea di aver avuto rapporti intimi con lei all’età di 17 anni, costretta da Epstein e dalla sua amica “reclutatrice” di ingenue ragazze, Ghislaine Maxwell.

Ma quando Jeffrey Epstein ha iniziato ad adescare le sue vittime? Durante le sue indagini, Edwards è riuscito a rintracciare quella che può essere definita “la prima vittima di Epstein di cui siamo a conoscenza”. Kat, questo è il nome che la donna ha voluto comparisse nel libro, fin da subito ha detto chiaramente di non voler collaborare come hanno invece fatto le altre vittime. “Dopo molti anni di tentativi, riuscii finalmente a contattarla per capire come iniziò l’attrazione di Jeffrey Epstein per le ragazzine”, scrive l’avvocato, che prosegue: “La nostra testimone più ambita era un’artista di talento, che chiameremo Kat. Kat era particolarmente importante perché è stata la prima vittima minorenne di cui siamo a conoscenza, che Epstein e la Maxwell adescarono prima che iniziassero con l’attività dei “massaggi”."

Edwards e il suo team riescono a contattare Kat al telefono e la ragazza conferma loro “la personalità predatoria” del suo abusatore. “Kat ci spiegò che Epstein e la Maxwell l’adescarono un giorno del 1994, all’età di tredici anni, mentre era seduta da sola su una panchina, davanti al campo estivo che stava frequentando in Michigan", va avanti l'avvocato. L’antagonista del milionario spiega come i due criminali si avvicinarono alla tredicenne, promettendole di farla diventare una cantante di successo. La prima vittima del magnate è forse anche la più giovane delle ragazze da lui abusate, che lui irretisce “pagandole lezioni di canto, l’educazione in una scuola privata e addirittura l’appartamento in cui Kat viveva con la madre.

Ma com’era ovvio, un uomo dalla mente perversa come quella di Jeffrey Epstein, non si accontenta di sentire la bambina cantare. Come Edwards spiega in Relentless Pursuit, “nel processo di adescamento, Ghislain e Jeffrey le parlavano spesso di sesso. All’età di 14 anni Epstein la molestava regolarmente e la Maxwell le ricordava continuamente tutto ciò che lui faceva per la sua carriera. A 17 anni Jeffrey la stuprò con la forza, prendendosi la sua verginità". Definendo se stesso come il suo "padrino”, Epstein esercitava sulla sua prima vittima tutta la sua abilità manipolatoria, presentandole persone importanti come Donald Trump e Harvey Weinstein.

Purtroppo, a differenza di Carol Wild, Virginia Giuffre e altre vittime, che hanno deciso parlare e denunciare pubblicamente gli abusi del loro aguzzino, Kat non ha voluto esporsi. “Combattere contro i suoi soldi è impossibile. Non c’è nulla da guadagnare, tutto da perdere”, ha affermato la donna, ormai disillusa e cinica dopo anni di abusi regolari. Ma Edwards non è d’accordo, definendo la sua descrizione degli abusi “così accurata, che le autorità non potrebbe fare altro che agire”. Il legale conclude il suo racconto su Kat, affermando con rammarico che "se avesse parlato prima, molte ragazze sarebbero salve”.

Jeffrey Epstein, predatore di minorenni, ma agli occhi del mondo, milionario filantropo, morirà suicida in carcere nel luglio 2019, fuggendo così nuovamente dalla giusta pena, che per lunghi anni è riuscito ad evitare.

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