Parla il legale: "Jeffrey Epstein amava parlare della sua mania per le ragazzine"

Bradley Edwards, uno dei legali delle vittime di Jeffrey Epstein, è pronto a far conoscere al mondo la personalità malata del milionario pedofilo, attraverso un libro, Relentless Pursuit

Il vaso di Pandora che è stato scoperchiato sul traffico internazionale di minorenni portato avanti da Jeffrey Epstein continua a traboccare e a sputare fuori nuovi particolari sulla sua inquietante figura. Il 31 marzo uscirà Relentless Pursuit, un libro scritto dall’avvocato Bradley Edwards, uno dei legali che per primo diede la “caccia” al milionario accusato di pedofilia, deceduto in carcere lo scorso agosto. Nel libro "bomba", Edwards rivela al mondo diversi aspetti della personalità deviata di Epstein, soffermandosi in particolar modo sui suoi discutibili gusti sessuali.

In un passo del libro riportato dal Mail Online, il legale scrive: “Durante il periodo della mia indagine, Jeffrey Epstein mi chiamò diverse volte per incontrarci di persona”, racconta Edwards, che difende 20 presunte vittime di abusi da parte del magnate. “La prima volta fu nell’autunno del 2015. Sedevo con due colleghi quando mi arrivò una chiamata dal numero 0000000000. Non avevo mai visto un numero simile. Era Epstein che mi disse Brad, vediamoci di persona, e cerchiamo di trovare il modo di far finire questa storia”. A questo punto il racconto dell’avvocato entra sempre più nel dettaglio della personalità di Epstein, un uomo che nonostante le inchieste e le gravi accuse nei suoi confronti, scherzava sui suoi gusti “particolari”, e non mostrava alcun segno di voler cambiare le sua abitudini deviate.

“Parlammo un’ora delle nostre vedute differenti, legali ed effettive”, continua a raccontare Edwards, che prosegue: “Lui era convinto che la sessualità femminile sia un fatto biologico e che non deve essere regolata da norme sociali. Come può una donna il cui corpo è in grado di dare alla luce un bambino, non essere pronta per l’atto della procreazione? Aveva una mente contorta, era convinto di essere invincibile. Si divertiva a mostrarmi quanto fosse protetto ed importante. Voleva risolvere i suoi guai con la legge, derivanti dalla sua condotta sessuale. Ma non aveva nessuna intenzione di cambiare davvero”.

Il quadro che Bradley Edwards dipinge di Epstein è quello di una persona dalla mente deviata, ma anche molto astuta, come dimostrano i suoi legami con gli organi di potere. Il legale nel corso del libro si sofferma sui legami del milionario con personaggi molto potenti, addirittura appartenenti ai servizi segreti americani. Non è il primo Edwards a parlare di una possibile copertura di Epstein da parte della Cia, che avrebbe aiutato a nascondere la tratta di giovani minorenni, nella quale erano implicati personaggi di spicco del jet set internazionale, dai politici agli esponenti di famiglie reali. Un nome che viene fuori nel libro è quello del principe Andrea di York, amico di Epstein, accusato da Virginia Giuffre di aver avuto rapporti intimi con lei quando era minorenne.

La donna ha affermato di essere stata circuita e successivamente ridotta a "schiava sessuale” agli ordini di Epstein e di Ghislaine Maxwell. La donna, figlia dell’importante editore inglese Robert Maxwell, pare fosse una delle figure chiave nel traffico di ragazze. Potremmo definirla una "reclutatrice", colei che procurava le ragazze all'amico e si vocifera, fidanzato. Ma il rapporto amoroso tra i due fu smentito dallo stesso Epstein durante l’incontro riportato da Edwards. “Credi che Ghislaine sia il mio tipo? Non mi conosci meglio ora?", chiese con una vena sarcastica il finanziere all’avvocato, alla fine di quell'insolito confronto. Nella domanda provocatoria, Edwards sottolinea come emerse tutta la mania di protagonismo del suo interlocutore, tipica di una mente psicopatica, e l’ossessione per quelle che lui definiva donne, ma che altro non erano che giovanissime sprovvedute, adescate con false promesse e ridotte ad ancelle del sesso.

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Commenti

Romalupacchiotto

Dom, 22/03/2020 - 16:49

Dio gli ha dato la punizione che si è meritato, ma anche la gioia dei familiari delle vittime che tale personaggio non potrà piu' far male alle ragazze.