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Pelé, la vera storia del campione di calcio in tv

Pelé è la pellicola che porta in prima serata la storia di una vera e propria leggenda del calcio, Edson Arantes do Nascimento

Pelé, la vera storia del campione di calcio in tv

Pelé è il film che va in onda questa sera alle 21.21 su canale 5. Diretta da Jeff e Michael Zimbalist, la pellicola porta sul grande e piccolo schermo la vita e la storia di Edson Arantes do Nascimento, stella del calcio e noto a tutti con il nomignolo, appunto, di Pelé. Tra i più grandi calciatori della storia, Pelé appare anche in un breve cameo del film.

Pelé, la trama del film

Sono gli anni Cinquanta e nelle favelas a Bauru, città del Brasile, il giovanissimo Pelé (Leonardo Lima Carvalho) passa il suo tempo a giocare a calcio con i suoi amici, correndo tra vicoli pieni di povertà e sporcizia. Il ragazzino sogna di poter diventare un calciatore professionista, ma un giorno suo padre, ex calciatore anche lui, proibisce al figlio di continuare a giocare dopo la sconfitta del Brasile ai mondiali. Pelé viene dunque mandato a lavorare, ed è sul posto di lavoro che incontra José Altafini (Diego Boneta), giovane promessa del calcio che vede in Pelé un rivale. Nonostante il talento del ragazzo, che cresce insieme a lui, una tragedia inaspettata spinge Pelé ad abbandonare il calcio e a lavorare come inserviente. Tuttavia, quello che Pelé (Kevin De Paula) non può sapere è che il destino ha in serbo grandissimi progetti per lui.

La vera storia del campione di calcio

Se si cerca il nome di Pelé sul dizionario Treccani si legge: "Attaccante di notevoli qualità tecniche, tra i più forti talenti nella storia del calcio. Dotato di un senso del gol fuori dal comune, interprete efficace di un calcio sintesi di tecnica e potenza". Il nome del calciatore brasiliano è dunque diventato un tale sinonimo di talento da diventare in qualche modo una figura iconica, una creatura quasi leggendaria nota anche a chi non ha mai visto una sola partita di calcio in tutta la sua vita. Come si vede anche nel film, il giovane Pelé è cresciuto in un villaggio povero del Brasile, Bauru, dove viveva nelle favelas. Come si legge sul sito dell'Internet Movie Data Base la povertà in cui il ragazzo imperversava era tale che il giovane Pelé fu costretto a iniziare a giocare e ad allenarsi non con un vero pallone, ma con mezzi di fortuna. Prima la carta accartocciata di un vecchio giornale stropicciato, poi con delle bucce d'arancia avvolte in sacchetti di plastica dalla forma rotondeggiante e altri mezzi di fortuna, perché la sua famiglia non poteva permettersi una vera palla. Il suo talento sul campo di calcio, in effetti, deriva anche dalla sua capacità di controllare anche oggetti tutt'altro che perfetti e lisci come una palla. Imparando a gestire carta o bucce d'arancia, Pelé sapeva già padroneggiare la palla quando gli fu concesso di prenderne a calci una.

Come si legge su Campioni Calcio - e come si vede anche nel film - Pelé cambia la sua vita quando, a 15 anni, entra nella squadra del Santos, una delle più importanti della nazione. Diventa quasi immediatamente il capocannoniere del campionato brasiliano, al punto da ricevere giovanissimo la convocazione in nazionale. Con il Santos Pelé realizzò 1088 gol, vincendo 10 campionati oltre che numerosi titoli internazionali. Figura emblematica del Brasile e del calcio, responsabile anche della sconfitta dell'Italia nel 1970 per 4 a 1, Pelé decise di concludere la sua carriera negli Stati Uniti, giocando con i New York Cosmos, in una società in cui il calcio non è di certo lo sport principale. Nonostante alcuni negazionisti in rete mettano in dubbio il talento di Pelé, dicendo che se fosse stato davvero così forte avrebbe trovato un posto nella Serie A italiana, Pelé ha al suo attivo delle vittorie che, da sole, basterebbero a mettere a tacere qualsiasi dubbio. Come riportò La Repubblica, la FIFA incoronò Pelé come miglior giocatore di tutti i tempi, davanti anche a Maradona. Il calciatore ha vinto il Pallone d'Oro FIFA del secolo ed è stato l'unico a vincere anche quello onorario. È inoltre l'unico calciatore al mondo ad aver vinto tre titoli mondiali, come si può leggere nell'approfondimento dell'Ansa.

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