Peterson aiuta le persone e batte la censure (folli)

Lo psicologo, osteggiato dagli intellettuali di sinistra, trasmette a tutti un messaggio di ordine e speranza

Avremmo potuto rischiare di non leggerlo mai questo libro di Jordan Peterson: Beyond Order. 12 more rules for Life (Penguin). Qualche mese fa, infatti, i redattori della casa editrice, una delle maggiori inglesi, tentarono di boicottarne l'uscita, rifiutandosi di lavorarvi.

Perché? Non contestavano quanto fosse scritto, che forse non avevano neppure letto, quanto Pererson in se, che ai loro occhi era il demonio, colpevole sempre a loro dire di essere razzista e omofobo. Minacce di sanzioni o di licenziamenti hanno portato su lidi più ragionevoli gli agit prop della cancellazione di chi non la pensa come loro. Del resto, Penguin non poteva permettersi di farsi sfuggire l'autore, una miniera d'oro per il numero di copie vendute.

È tutto qui il caso Peterson, una star quasi ovunque ma in Italia ancora poco conosciuto. Se un conservatore (come Peterson è, lo vedremo tra un momento) scrive per quattro iniziati in case editrici esoteriche, i progressisti fingono di essere tolleranti. Ma quando un conservatore accede al grande pubblico, in questo caso davvero internazionale, i progressisti, eredi delle tecniche sovietiche, intervengono per censurare perché il messaggio potrebbe essere pericoloso dal loro punto di vista.

Nonostante la demonizzazione, le minacce dei social e di YouTube di cancellare il suo canale da milioni di accessi, nonostante il tentativo spesso riuscito di non farlo parlare nelle università, in cui pure insegna, Peterson continua a resistere.

Forse perché oggi è il più geniale divulgatore di un'etica classica, tra aristotelismo e stoicismo, finalizzata alla guarigione, visto che Peterson è pure un psicanalista. La filosofia o per meglio dire l'etica come cura per i pazienti che si recano nel suo studio o per chi segue i suoi happening (definirle conferenze appare limitativo). Cosi libri di Peterson, e anche questo recente che segue il super global best seller, 12 regole per la vita.

Un antidoto al caos, possono apparire quei classici manuali graditi al pubblico statunitense su come essere felici e sulle indicazioni pratiche e quotidiane per intraprendere questa strada. E di fatto i libri di Peterson sono anche dei manuali, ma possiedono una profondità filosofica e letteraria assai maggiore.

Infine Peterson è un conservatore. O per meglio dire, egli rifiuta questa etichetta, considerata un -ismo come tanti, e perciò a suo dire pericoloso perché irrigidisce il mondo: ma la sua etica lo è, eccome. E di fatto Beyond Order ci appare come una specie di vademecum etico per il nuovo conservatore. Peterson, al contrario di quanto credano i cacciatori di streghe progressiste, non è né razzista né omofobo né sessista. Solo che ritiene la natura umana non possa esistere senza un ordine, e tutto il volume è composta da indicazioni teoriche e pratiche su come trasformare una vita disordinata, o meglio senza ordine, in una strutturata.

Alla creazione della propria vita come ordinata deve concorrervi ognuno ma è chiaro a Peterson che l'ordine esiste al di fuori di noi e debba avere una dimensione oggettiva e sempre sociale - in tal senso Peterson si collega alla tradizione aristotelica dell'uomo zoon politikon.

Le condotte che Peterson raccomanda ai suoi lettori per una vita ordinata ruotano attorno a concetti chiave come responsabilità, autorità, rifiuto delle ideologie, etica del lavoro, tutela del passato, importanza del bello, famiglia, fino a quello di gratitudine. E Peterson fa con un ampio ventaglio di riferimenti della cultura alta, tra letteratura musica arte figurative fino a quella popolare: Harry Potter è più volte citato come serie che incarna tutti i ruoli o quasi suggeriti da Peterson. E cominciamo a capire perché l'autore sia tanto odiato dalla sinistra.

Perché diffonde con sapienza un'etica conservatrice e molti convince, con un approccio al tempo stesso piano e dialogante con l'altro da se. Inoltre per sistema nichilistico ed individualistico che struttura l'etica progressista, almeno dopo il sessantotto, e che porta dritti dritti alla distruzione delle statue e alla cancel culture, il libro di Peterson costituisce una sfida e una minaccia.

Mostra che un altro mondo è possibile, quello in cui libertà, tradizione, ordine, riescono serenamente a convivere.